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POLITICA

“Cari candidati, state in ascolto”

I consigli di Paolo Graziano, professore e scienziato della politica: “Pensano di poter fare tutto da soli con i social...”

“Cari candidati, state in ascolto”

I 32 Comuni al voto sono già in fermento per la tornata delle amministrative dell’8 e 9 giugno. La politica locale torna protagonista in Polesine e i candidati tornano a comunicare programmi e promesse non sempre con esiti vincenti. Qualcuno si è affidato ad agenzie di comunicazione, qualcun altro a portavoce, addirittura a spin doctor nel caso dei Comuni più grossi, qualcuno fa da sé.

Ma nell’era dei social e dell’intelligenza artificiale, gli errori sono dietro l’angolo. Cosa evitare per essere credibili e racimolare voti? Abbiamo chiesto a Paolo Graziano, scienziato della politica, Professore all’università di Padova e research associate all’Osservatorio sociale europeo (Ose) di Bruxelles. “I politici locali - premette Graziano - cercano di comunicare, a volte con esiti disastrosi, facendo confusione tra politica e social media”. Il primo errore per il docente è proprio il “fai da te”.

Affidarsi agli esperti “I professionisti del settore vengono poco utilizzati - continua Graziano - essendo tutti i candidati e le candidate fruitori dei social media, pensano di poter costruire un dialogo con i propri elettori basandosi sulle proprie capacità, ma non è così. Vengono fuori comunicati illeggibili o una sovraesposizione dannosa, o enfatizzazione di aspetti che non sono fondamentali per gli scopi che i candidati vogliono raggiungere. Non è un caso che il master in social media, opinione pubblica e marketing politico-elettorale diretto da Claudio Riva stia avendo molto successo: c’è fame di competenze”.

Prepararsi C’è, tra l’altro, nota l’osservatore, molta impreparazione degli aspiranti amministratori. “Quello che abbiamo notato nelle ultime tre tornate amministrative del territorio veneto - continua Graziano - è una grande passione e volontà, ma anche una mancata conoscenza delle regole del gioco. Molti mancano di effettive competenze in campo amministrativo, per esempio cosa si può e non si può fare a livello locale. Non si possono promettere cose che non si è in grado di realizzare, perché questo genera un sentimento di frustrazione e di ulteriore allontanamento dalla politica nell’elettore”.

No ai programma copia e incolla Andando al cuore e al merito delle proposte politiche, poi, il professor Graziano consiglia di essere in ascolto e originali. “E’ evidente che ci sono caratteristiche dei singoli candidati e partiti. Ma un elemento vincente è sicuramente la capacità di ascoltare i problemi dei cittadini. Quello che noi notiamo è che dove viene coinvolto un professionista, emergono anche temi di rilievo per i cittadini. Che poi per un Comune o un ente locale sono spesso la la sicurezza, il decoro urbano e l’inclusione sociale”. Il programma, poi, non deve essere una carta “fredda”. “E’ l’avvio di una relazione tra sindaco ed elettore, che deve portare a un contatto continuo, un confronto costante durante il mandato, da valutare cinque anni dopo”.

Liste civiche vs partiti: no alla guerra Negli ultimi anni, poi, c’è stata una sovrapproduzione di liste civiche, spesso in contrapposizione con i partiti. Nel caso di Rovigo, ad esempio, civici e partito (Pd) hanno ingaggiato guerra anche nella stessa coalizione di maggioranza, ma questo è un altro tema. “Senz’altro la prevalenza di liste civiche e la personalizzazione nella politica non è solo una caratteristica del livello locale - analizza lo scienziato della politica - E’ vero che le liste civiche consentono di valorizzare le competenze specifiche di un candidato e si ricorre spesso alla lista del sindaco. E’ un modo per avere più attrattività. Ma se le liste civiche possono fornire chance in più per i candidati, rimangono valide le regole del gioco, bisogna coalizzarsi e trovare punti di contatto”.

Capacità di ascolto C’è infine una regola aurea, che vale in campagna elettorale, ma soprattutto dopo, a elezioni vinte e giunta formata: “La ricetta più importante è l’ascolto e la capacità di restare in contatto con la gente. Riuscire a dialogare continuativamente e mettersi in ascolto, interpretando ciò che può servire alla comunità, ma spiegando sempre la propria posizione con trasparenza e spiegando le scelte, anche dopo l’elezione a sindaco”, conclude Paolo Graziano.

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