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“Dalla Zhermarck continui no”

Trattativa di secondo livello, i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec in agitazione

“Dalla Zhermarck continui no”

“Riteniamo non più sostenibile che il controllo economico e finanziario della multinazionale sia assoluto e che renda non negoziabile qualsiasi trattativa di secondo livello”. Con queste parole le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, in una nota congiunta, manifestano il proprio dissenso ai no ricevuti alle richieste a supporto dei lavoratori di Zhermack, azienda badiese parte del gruppo Dentsply.

“In questi anni l’attività svolta dalle rappresentanze sindacali si è svolta nella piena correttezza dei ruoli consapevoli degli obiettivi dati dai lavoratori durante le assemblee - si legge nel comunicato - Gli obiettivi non sono mai stati ambiziosi ma proposti con razionalità e valutazione dei margini di manovra dati dal Contratto collettivo nazionale e soprattutto calibrati sull’apporto che ciascun dipendente ha da sempre dato a Zhermack”.

“Dopo più di tre anni di incontri - proseguono le rappresentanze sindacali - la direzione ha annunciato l’ennesimo no alle richieste formulate: no alla creazione di un premio di risultato, no alla regolamentazione del lavoro straordinario prevedendo condizioni di miglior favore rispetto al contratto collettivo nazionale, no alla normazione di un sistema classificatorio per l’assegnazione dei livelli che tenga conto delle peculiarità produttive e organizzative dello stabilimento, no alla creazione di un sistema di erogazione del servizio mensa con possibilità di fruire di un buono pasto elettronico. Tutto ciò motivato dall'assenza di autorizzazione da parte del gruppo Dentsply Simona”.

Secondo le sigle sindacali, ciò era “evidente già da inizio anno con la comunicazione da parte di Zhermack che per il 2024 non ci sarebbero state le condizioni economiche per le annuali politiche di revisione dei livelli e dei trattamenti salariali individuali sulle quali le rappresentanze sindacali non hanno alcun tipo di coinvolgimento".

"Lo stabilimento di Badia è un sito industriale sano che produce utili - sottolineano - e che continua a mantenere costante il fatturato grazie all’apporto di tutti i dipendenti che manifestano costantemente la propria disponibilità anche con variazioni organizzative di reparto, di cui però dobbiamo sottolineare l’applicazione senza il minimo e costante coinvolgimento delle Rsu. Chiediamo che vi sia, non solo l’applicazione del contratto collettivo nazionale, ma la sua completa presa in carico. Rivendichiamo l’efficienza di Badia Polesine e il suo essere stata in questi anni protagonista in un mercato difficile, reso ancor più insidioso dalle difficoltà a partire dalla pandemia continuando con i conflitti in territori strategici”.

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