VOCE
I Comuni al voto
21.04.2024 - 19:30
A sinistra il sindaco uscente Gilberto Desiati. A destra: sopra Annachiara Boldrini, sotto Mauro Verza
A Villanova del Ghebbo il sindaco uscente ha scelto di non ricandidarsi ed è sfida a due
Una cosa è certa a Villanova del Ghebbo: il prossimo sindaco si troverà a gestire una eredità di tutto rispetto. E’ quella che lascia il sindaco uscente Gilberto Desiati, dopo 10 anni al timone dell’amministrazione comunale. Perché Desiati ha deciso di fare un passo indietro: alle elezioni dell’8 e 9 giugno non si presenterà come candidato sindaco e “neanche come consigliere comunale – precisa – per motivi personali”.
Insomma, il sindaco uscente, che lo scorso 28 febbraio ha anche fatto il proprio ingresso anche in consiglio provinciale, non è in corsa per il terzo mandato. In compenso, ha indicato il candidato sindaco al quale è pronto a dare tutto il proprio supporto. Si tratta di Annachiara Boldrini, 29enne docente del liceo Celio Roccati di Rovigo, volto nuovo della politica che si candida sostenuta dalla lista Le radici e le ali. Lista della quale la stessa Boldrini ha detto: “E’ formata sia da persone giovani e sia da persone con molta esperienza in campo tecnico ed amministrativo”. E proprio tra le figure con maggiore esperienza, la lista annovera l’attuale vicesindaco Massimo Bordin, ingegnere che in passato è stato anche sindaco di San Bellino. Quanto al posizionamento politico, Le radici e le ali risulta essere trasversale, dato che comprende sia persone di centrosinistra che esponenti della Lega, come il segretario della sezione di Lendinara Stefano Battistini, e di Forza Italia.
La corsa elettorale di Boldrini non sarà in solitaria, come avvenuto per Desiati nel 2019, perché a sfidarla ci sarà Mauro Verza, 65 anni, pensionato da quattro anni dopo aver lavorato per 40 anni come tecnico comunale, volontario della Croce Rossa e componente dell’Avis locale, già consigliere comunale nel 2004. La lista che lo supporta, Rinnoviamo Villanova e Bornio, è un gruppo civico formato da persone varie esperienze in ambito imprenditoriale e lavorativo.
Come detto, il prossimo sindaco di Villanova del Ghebbo gestirà un’eredità importante lasciata da Desiati. Ed è lo stesso sindaco a descrivere nel dettaglio le tante cose fatte, a cominciare dalla rotatoria lungo la strada regionale 88, all’incrocio “maledetto” tra Villanova e il Bornio “dove c’erano due o tre morti all’anno - afferma Desiati – con la rotatoria abbiamo salvato delle vite”. Ma la lista di interventi è lunga: “Nel comune abbiamo una medicina integrata di gruppo che non c’era, un’ex scuola media ristrutturata con una casa delle associazioni, l’Osteria della gioia, una nuova ciclabile che collega il Bornio con Villanova, un campo sportivo con un impianto di illuminazione a led e spogliatoi nella parte esterna. Lascio una illuminazione pubblica tutta completamente a led che determina risparmi importanti, lascio tutte le scuole completamente rifatte anche con aule esterne, un asilo nido che non c’era e adesso è avviato con, all’esterno, un parco per i bambini dai 6 ai 36 mesi”.
E, ancora: “Un nuovo parcheggio davanti al campo sportivo – continua Desiati - e in più ci sono progetti Pnrr assegnati per il ponte Valdentro che collega Villanova con Lendinara, lascio un bando Auro per villa Camula dove verrà fatto il cohousing, lascio il Pnrr per percorsi di inserimento abitativo di ragazzi disabili con la creazione di due gruppi appartamento in un immobile di proprietà del comune per le case del ‘dopodinoi’. Lascio 4 corsi di calzaturieri con ‘garanzia giovani’ grazie ai quali sono stati inseriti 25 ragazzi nel mondo del lavoro, un gruppo di protezione civile che non c’era, un’aula di musica che non c’era, un progetto per le persone con traumi da ictus, un’area verde attrezzata con giochi inclusivi, un campo da calcio e una struttura da utilizzare per i centri sociali che non c’era e che abbiano recentemente intitolato a Matteotti”. Poi ci sono i progetti culturali: “Siamo stati tra i primi ad aderire al teatro siamo noi” aggiunge il sindaco che commenta: “Anche in un piccolo paese con gli amministratori e una squadra propositivi si riescono a fare tante cose”.
Unico rammarico: “L’impianto di cremazione che poteva sorgere invece, per evitare uno stress del territorio sulla popolazione è stato abbandonato. E’ il motivo principale per cui non mi ricandido”.
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