VOCE
POLITICA
26.04.2024 - 16:28
Le celebrazioni del 25 Aprile
Cittadin: “Liberazione festa di tutti”. Tosini: “Affermare l’antifascismo”. Frigato: “Stop polemiche”
ROVIGO - Un 25 Aprile che unisce. Anche la politica che, per una volta, si ritrova tutta dalla stessa parte. Tra la sala consiliare di palazzo Celio, dove si sono tenuti i discorsi ufficiali, piazza Vittorio e piazza Matteotti, avvistati praticamente tutti i candidati a sindaco della città.
E Valeria Cittadin, alfiere del centrodestra, rivendica: “La Liberazione dal nazifascismo è una festa di tutti”. “Il ricordo - aggiunge - non è un esercizio meccanico della memoria. Ricordare significa, etimologicamente, riportare al cuore. E oggi riportiamo al cuore il sacrificio di chi ha sfidato l’odio e la violenza e ci ha permesso di essere liberi. Il 25 aprile è la festa di tutti. Per questo auspico che ci riscopriamo davvero uniti di fronte a questa celebrazione così importante.”
All’antifascismo si richiama direttamente Palmiro Franco Tosini, candidato del Pd. “Mi sono complimentato con il prefetto per il suo intervento - svela, all’uscita dall’aula consiliare - che è stato il più esplicito nell’affermare la liberazione dal nazifascismo, riferendosi espressamente al sacrificio di migliaia di cittadini che hanno resistito al fascismo, condannando il periodo oscuro del ventennio. Non capisco - aggiunge Tosini - il motivo per il quale taluno faccia così fatica a dichiararsi esplicitamente antifascista, nonostante i nostri ministri giurino sulla Costituzione la quale è per sua stessa essenza antifascista. L’articolo 3 della Carta esprime infatti valori che sono lontani mille anni luce dal pensiero e dall’agire fascista”.
Edoardo Gaffeo, che con i propri sostenitori ha celebrato il 25 Aprile in piazza Matteotti, ha invece tributato, anche via social, un pensiero al martire polesano. Per aggiungere: “Il fascismo è stato, in tutta la sua esistenza storica e non soltanto alla fine o occasionalmente, un fenomeno di sistematica violenza politica, omicida e stragista. Lo riconosceranno una buona volta gli eredi di quella storia? Tutto purtroppo lascia pensare che non sarà così”. Un attacco diretto al governo, accusato di “cercare di riscrivere la storia. La Meloni non ha mai ripudiato nel suo insieme l’esperienza fascista e ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza fino al punto di non nominare mai la parola ‘antifascismo’, parola che è sulle labbra di tutti i sinceri democratici, siano di sinistra, di centro o di destra”.
Federico Frigato, candidato della civica Rovigo si Ama, ha invece definito urgente “recuperare il significato autentico del 25 Aprile: basta strumentalizzazioni, basta esasperare gli animi, basta creare polemiche e divisioni ma ricordare, piuttosto, il valore imprescindibile dei valori della libertà, della democrazia e della partecipazione, oltre al rifiuto di ogni dittatura, che ci hanno consegnato i nostri padri e nonni quasi ottant’anni fa. Il significato, storico, ma non solo, della Liberazione, è evidente, fondamentale e insostituibile. Il rifiuto di ogni forma di fascismo e di dittatura, prevaricazione, limitazione delle libertà, persecuzione delle opinioni e delle persone sono principi oserei dire ‘sacri’, fondanti della nostra democrazia”.
Ezio Conchi, candidato sindaco alla guida della civica Cambia Rovigo dice: “Il 25 Aprile segna fine di un periodo, l’inizio di un percorso nuovo, democratico, ancora da perfezionare, ma che non potrà né dovrà tornare indietro. Il nostro futuro dovrà essere sempre più libero. L’uomo con i suoi doveri e con i suoi diritti dovrà essere nucleo e fulcro del nostro sistema democratico. Tutti noi siamo chiamati a dare il massimo affinché sistemi istituzionali contrari alle libertà individuali non possano più albergare sotto il Tricolore”.
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