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Lo studio

L’8% ha uno stipendio basso

Una situazione che preoccupa

L’8% ha uno stipendio basso

Rispetto al dato medio 2023, quest’anno si stima che il numero medio degli occupati in Veneto crescerà di 22mila unità; pertanto, possiamo ipotizzare che oggi, a festeggiare il Primo maggio, ci saranno 22mila lavoratori in più rispetto l’anno scorso. Lo dice l’ufficio studi della Cgia di Mestre che ricorda come nel 2023 la media degli occupati presenti in Veneto si sia attestata a quota due milioni 226mila unità, contro i due milioni e 248mila dell’anno precedente. In Polesine, gli occupati sono cresciuti di 3.300 unità.

La stessa Cgia, nei giorni scorsi, ha fotografato la situazione del lavoro nella nostra regione, rivelando come la qualità qui sia al top. Soltanto Lombardia e Bolzano fanno meglio, a livello nazionale.

Due, però, le criticità rivelate dall’indagine: la scarsa soddisfazione dei lavoratori nei confronti del proprio lavoro e (forse collegato) l’alto indice di lavoratori con un titolo di studio più alto rispetto alle mansioni svolte. In particolare, il 47,7% dei veneti non si dichiara soddisfatto del proprio lavoro: sono ben 12 le Regioni in cui l’indice di soddisfazione è più alto; mentre la percentuale di lavoratori “sovraistruiti” è del 27,8%, ed è superiore alla media nazionale.

L’indagine rivela anche come l’8,2% dei lavoratori veneti abbia una paga bassa: a rischio povertà, insomma, un lavoratore ogni 12. La situazione è migliore in quattro Regioni.

Tra i dati positivi: la percezione di insicurezza è ai minimi (riguarda solo il 3,2% dei lavoratori); il part time involontario è del 6,7%, e più basso lo si trova solo in provincia di Bolzano; l’incidenza del lavoro irregolare è dell’8,1% rispetto a una media dell’11,3% (meglio di noi fa soltanto Bolzano), e i contratti a termine di lungo corso sono il 13,1% a fronte di una media del 18,1% (meglio fanno solo Lombardia e Piemonte).

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