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Nessuna certezza sull'apertura dell'estivo

Entro il 15 giugno pronti i lavori della struttura interna. Ma si naviga a vista sull’esterno

Nessuna certezza sull'apertura dell'estivo

La riapertura delle piscine di Rovigo entro l’imminente estate è una vera gara a ostacoli, che gli uffici dei Lavori Pubblici e dello Sport di Rovigo si stanno impegnando a portare a termine, sapendo di partire svantaggiati.

Da una parte, i lavori delle piscine interne continua a spron battuto, e - assicurano gli uffici - saranno pronti entro il 15 di giugno. Però per quella data, quando le temperature cominceranno a salire in maniera insopportabile, le scuole saranno chiuse, e i forzati della città andranno in cerca di ristoro dalla calura, è improbabile che le piscine “ludiche” siano aperte. Ci si prova, questo è certo, lunedì prossimo ci sarà un incontro con la ditta e il Comune ha avviato l’iter per finanziare i lavori e compattare i tempi il più possibile. Ma i passaggi sono più di uno: approvare la variazione in consiglio comunale in modo che preveda la destinazione di mutui a questa opera; chiedere l’approvazione della devoluzione di mutuo alla Cassa depositi e prestiti, che ha concesso mutui per altre opere; affidare i nuovi lavori.

Bisogna, insomma, capire ancora la disponibilità economica che il Comune ha per eseguire i lavori esterni, che escludono a priori la piscina olimpionica esterna perché ha bisogno di opere molto più importanti.

Per tutelare al massimo il Comune da tutte queste incognite, il settore Sport guidato da Valeria Orna, nell’avviso ha subordinato l’affidamento della gestione del Polo Natatorio alla conclusione dei lavori. Sono trascorsi pochi giorni dalla pubblicazione dell’avviso, ma ancora sembra non ci sia stata alcuna manifestazione di interesse ad ottenere l’affidamento diretto.

“Si procederà con l’apertura delle buste tecniche - è scritto nell’avviso pubblico - solo qualora giungano a completamento gli interventi tecnici strutturali che consentiranno un utilizzo in sicurezza dell’impianto interno e che potranno essere realizzati anche sulla parte esterna ludica solo in cado di disponibilità di fondi come da apposita relazione dei Lavori Pubblici. Non si procederà all’apertura delle buste qualcora in fase di esecuzione delle lavorazioni emerga la necessità di ulteriori interventi necessari che non potevano essere precentivabili e non risultino finanziabili, e che senza la loro esecuzione impediscano l’uso dell’impianto in sicurezza”.

La domanda è: chi mai vorrebbe intraprendere un’impresa già rischiosa di per sé, vista la difficoltà a gestire un impianto “energivoro” come una piscina, con tutte queste variabili ulteriori di rischio?

Rimane un bel vuoto di socialità, di lavoro, di sport e di sviluppo, che in un capoluogo è francamente demoralizzante.

Era il gennaio del 2022 quando alle domande sullo stato del polo natatorio e sulla controversia con il gestore, l’allora sindaco Gaffeo rispondeva: “Un risultato, anche rispetto ad altri comuni della provincia (il riferimento era Porto Viro) è che la piscina è aperta e rimarrà aperta”. Il sindaco Edoardo Gaffeo si era detto disponibile e in ottimi rapporti con la gestione del polo natatorio e con Rhodigium Nuoto. Eppure sui rapporti tra quest’ultima e Veneto Nuoto, rapporti debitori e creditori, che con il tempo si sono ingarbugliati per milioni di euro, lavoravano già fior fior di avvocati, tra cui il noto amministrativista di Padova Bertolissi. "C’è una trattativa e non mi sembra il caso di rivelare notizie che hanno il vincolo della segretezza - aveva detto l’allora sindaco Gaffeo - per quello che posso dire è che il Comune ha messo a bilancio 250mila euro circa per manutenzioni straordinarie all’interno della struttura”. Trattative e soldi che, è evidente, non sono bastati a salvare la piscina di Rovigo.

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