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“Iras e piscina, problemi da destra”

L'intervento di Biasissi

“Iras e piscina, problemi da destra”

Claudia Biasissi e Paolo Giolo, della Lista ‘Civica per Rovigo - Edoardo Gaffeo sindaco’, intervengono sugli argomenti polo natatorio e Casa Serena.

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“Casa Serena e il polo natatorio - dicono - hanno una cosa in comune: sono situazioni difficili che nascono dopo che il Comune ha deciso di cedere alcuni immobili propri ad altri soggetti (pubblici o privati) perché questi li gestissero per un uso collettivo a favore della cittadinanza. I risultati prodotti da queste scelte sono sotto gli occhi di tutti: entrambe compiute con la destra alla guida della città. E’ stato il sindaco Paolo Avezzù, nel 2004, a cedere Casa Serena ad Iras con una convenzione di 99 anni".

"Il Comune aveva solo la facoltà di nominare il cda, senza però alcun potere su di esso: Iras avrebbe dovuto occuparsi anche della manutenzione sia ordinaria che straordinaria della struttura. Dopo 20 anni, quali sono i risultati? Iras restituisce un immobile in pessime condizioni, inutilizzabile. Altro che ‘buon affare per il Comune’: si tratta di un danno per i cittadini, le cui responsabilità politiche sono chiare ed appartengono ad una classe dirigente che ha compiuto errori”.

Sul polo natatorio “la storia è molto simile: viene concesso in uso a privati in cambio della costruzione dello stesso nel 2006 e con il Comune che avrebbe dovuto pagare un canone annuo di 300mila euro a fronte dell’utilizzo di 6.000 ore/corsia per ogni anno. Nei verbali, sia del consiglio comunale che della commissione d’inchiesta, i consiglieri comunali della minoranza di centrosinistra hanno richiesto quali garanzie avesse chiesto il Comune in caso si fosse reso necessario il subentro per mala gestione. La risposta? Nessuna garanzia".

"Dopo il fallimento del project financing nel 2014 tutto è rimasto nel limbo: c’erano ben 4 pendenze legali con richieste a carico del Comune per complessivi 13.5 milioni di euro. L’amministrazione Gaffeo è riuscita, a dicembre 2020, a chiudere la pratica con 5,2 milioni di euro di esborso. Il Comune è così rientrato nelle disponibilità di un immobile ammalorato ed è riuscito a reperire i fondi per sistemarlo. Questi problemi sono stati creati almeno 20 anni fa da una classe politica che adesso cerca di ripresentarsi. Negli ultimi anni l’amministrazione Gaffeo ha avuto il coraggio e la competenza di affrontare i problemi portandoli verso la soluzione. E anche se l’esperienza è stata interrotta il lavoro continua”.

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