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"Sulle piscine Gaffeo non ha fatto nulla per anni"

L'attacco di Margherita Balzan

"Sulle piscine Gaffeo non ha fatto nulla per anni"

"Sul caso piscine ritengo non si stia mettendo a fuoco il vero punto centrale. Che non sono gli errori del passato, superati nel 2019, tantomeno quelli più recenti, iniziati con la chiusura del polo a gennaio. Quello di cui si dovrebbe parlare è ciò che è accaduto nel mezzo". Lo afferma l’avvocata ed ex consigliera comunale del Partito Democratico Margherita Balzan.

"Tutto inizia col consiglio comunale segretetato del dicembre del 2020, voluto dall’allora sindaco Edoardo Gaffeo – prosegue Balzan ripercorrendo i fatti – Viene deliberato il subentro del Comune nei crediti derivanti dal concordato fallimentare che aveva interessato la piscina, che diventa di proprietà pubblica per 5,2 milioni di euro. A quel punto Palazzo Nodari avrebbe dovuto procedere a un affidamento con bando per la gestione. Non solo non lo ha mai fatto, ma non ha nemmeno mai posto il problema nell’ambito del Consiglio Comunale".

Da allora, spiega l’ex consigliera, sono stati diversi i tentativi di fare chiarezza. "Chiedevamo se la situazione fosse sotto controllo e ci veniva detto che andava tutto bene. Poi arriva il 2024. Via e-mail l’assessore allo sport Mattia Milan avverte che il polo sarà chiuso. Solo su nostro sollecito (e solo all’ultimo momento) ci vengono dati i documenti tecnici tanto amati da Gaffeo e lì si scopre la verità. Ovvero che chi usava materialmente la piscina, Rhodigium Nuoto, chiedeva da tempo un affidamento temporaneo e di poter iniziare a pagare i canoni di affitto/indennità intanto maturati. Ma senza ottenere concreta risposta. Nel novembre del 2021 la necessità di sanare la situazione con un bando era emersa anche da un parare legale, consegnato all’amministrazione. Anche in questo caso senza che nulla cambiasse e senza che di ciò fosse almeno informato il Consiglio. Poi, nel 2023, la società getta la spugna e comunica di voler riconsegnare l’immobile, anche per lo stato di degrado».

Di fatto, sottolinea Balzan, da dicembre 2020 e gennaio 2024 la piscina è stata gestita senza un titolo legittimo. "E il fatto era noto al sindaco – rimarca – Mi risulta anche che per tutto questo periodo non sia stato chiesto alcun canone o indennità. Disinteresse totale".

Poi arrivano le dimissioni. "Io ed altri consiglieri stavamo lavorando per istituire una commissione d’inchiesta sul caso – ricorda l’avvocata – Ma la scelta di Gaffeo di abbandonare Palazzo Nodari ha impedito al Consiglio di valutare il suo avvio. Per sicurezza, l’ex sindaco nemmeno si è presentato all’assemblea del 25 gennaio, quella in cui si parlava proprio di piscine alla presenza degli utenti del polo".

Balzan rimarca la disponibilità di prove concrete. "Sono tutte negli atti – conclude – Se la commissione si fosse avviata, si sarebbe fatta chiarezza. Le dimissioni l’hanno evitato. I lavori alle vasche c’entrano poco, pur se doverosi".

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