VOCE
TRECENTA
16.05.2024 - 22:33
Scene di follia in Altopolesine, con un giovane romeno che ha fatto fuoco con un fucile ad aria compressa contro i carabinieri di Trecenta, intervenuti su richiesta dei familiari, che lo avevano visto molto agitato e in difficoltà.
E non si tratterebbe di un gesto simbolico, di colpi sparati in aria, ma di spari in direzione delle auto dei militari, dopo averli presi di mira. Con un’arma ad aria compressa, certo, ma comunque in grado di fare male e provocare danni.
Solo la grande professionalità e il sangue freddo dei carabinieri hanno consentito di chiudere la vicenda senza che nessuno si facesse male, seppure con l’arresto del giovane, inevitabile, visto il suo comportamento.
Tutto è cominciato, secondo una prima ricostruzione dei fatti, nella giornata di mercoledì 15 maggio, quando i familiari del giovane hanno richiesto l’intervento dei carabinieri, perché l’uomo appariva molto agitato. All’arrivo delle forze dell’ordine, la situazione sarebbe in fretta peggiorata, con una serie di comportamenti via via più agghiaccianti. A un certo punto, l’uomo avrebbe anche brandito, con fare minaccioso, una motosega.
Anche qui, determinante la competenza dei carabinieri che, mentre cercavano di calmare l’esagitato, sono riusciti a fare uscire di casa la moglie e il figlio, così da metterli in sicurezza, per ogni evenienza.
Da parte sua, il giovane alla fine sarebbe arrivato a estrarre l’arma ad aria compressa e fare fuoco contro i militari, asserragliato nella sua abitazione. Una situazione ad altissimo rischio, dal momento che non è detto che anche un occhio esperto, in piena concitazione e a una certa distanza, sappia distinguere tra un’arma in grado di uccidere e una ad aria compressa. Inoltre, non si deve dimenticare come vi siano anche protocolli che hanno lo scopo di tutelare le forze dell’ordine, quando queste vengono prese di mira con armi da fuoco.
Alla fine, comunque, i militari sono riusciti a bloccare l’uomo, arrestato, senza che nessuno si facesse male.
Nella giornata di oggi è comparso di fronte al giudice del Tribunale di Rovigo, per l’udienza di convalida dell’arresto. A difenderlo, l’avvocato Maria Pia Busatto, del foro di Rovigo.
Il giudice ha disposto la convalida dell’arresto, prevedendo, come misura cautelare a carico del giovane, l’obbligo di dimora. Il prosieguo del processo, che sarà celebrato con direttissima, essendo conseguente a un arresto in flagranza, verrà aggiornato alla prossima udienza.
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