VOCE
IL CASO
18.05.2024 - 21:30
Giovedì mattina l'ufficiale giudiziario, accompagnato da polizia di Stato e polizia locale, si è presentato in un appartamento in un condominio di viale Trieste per dare esecuzione a uno sfratto, insieme al proprietario dell'immobile. Una vicenda che si trascina da tempo, come avviene spesso in questi casi. Ma la procedura di rilascio coattivo dell’immobile, che sembrava essere arrivata al suo atto finale, con gli inquilini invitati ad abbandonare la casa che secondo quanto deciso dal giudice non avrebbero più titolo di occupare, si è bloccata improvvisamente.
Della famiglia in questione, di origini straniere, fa parte anche un bambino piccolissimo, di nemmeno un anno, che ha alcuni problemi di salute. Non solo, ma in questo momento il Comune di Rovigo non ha a disposizione soluzioni abitative di emergenza, i cosiddetti “alloggi parcheggio”, da offrire alla famiglia che avrebbe dovuto lasciare la casa dove vive. Certo, poteva essere trovata una soluzione con un ospitalità in un albergo, ma visto il quadro complessivo l'ufficiale giudiziario ha preferito concedere una dilazione ulteriore e di rinviare l'esecuzione. Il caso però resta, in tutta la sua delicatezza.
Durante le operazioni di sgombero, poi interrotte, si è presentato sul posto anche Diego Foresti, segretario di Rifondazione comunista, intervenuto anche a nome dello sportello sociale di Padova, servizio di ausilio legale e sociale sulle tematiche della casa, del lavoro e dei servizi sociali.
“Certo, non neghiamo i diritti che sono in capo al proprietario di un'abitazione – ha rimarcato – ma l'aspetto imprescindibile è il diritto alla casa, un diritto fondamentale dell'uomo”. Foresti, cinque anni fa è stato fra i protagonisti della campagna per il ritiro della nuova legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica. E proprio all'Ater guarda Foresti, che attacca: “Non è pensabile che ci siano persone che vivono le difficoltà che sta vivendo questa famiglia quando l'Ater ha decine e decine di alloggi non utilizzati”.
Un anno fa, nel dossier su tutte le Ater del Veneto presentato alla Seconda commissione regionale, è stato scritto che l'azienda rodigina ha un patrimonio di 3.860 alloggi di proprietà, 827 dei quali però sfitti, pari al 21,4%, oltre un quinto, una percentuale superiore rispetto alla media regionale che è del 18,2%. E 609, il 15,8% del totale degli alloggi di proprietà ed il 73,6% di quelli non assegnati, sono sfitti perché le loro condizioni non sono tali da permetterne la locazione, rendendosi necessari interventi di recupero.
Per rimettere tutti gli alloggi popolari polesani in buono stato, secondo la stima di Ater, servirebbero circa 200 milioni, la somma più alta di tutto il Veneto dopo i 317,5 milioni stimati dall'Ater di Venezia, il doppio rispetto ai 100 milioni dell'Ater di Vicenza e dei 99 di Padova, il quadruplo rispetto ai 50 di Belluno e ancora di più rispetto ai 45 di Verona. Una somma consistente, soprattutto se si considera che Stima del valore complessivo degli alloggi di proprietà dell'Ater di Rovigo in base al loro stato di conservazione è di 354,5 milioni. Il problema principale sembra essere il fatto che molti degli edifici sono ormai “anzianotti”: la vetustà media è di 46 anni, si spiega. Nel 2021 gli alloggi complessivi erano 3.887 e 799 risultavano sfitti.
A rendere ancora peggiore il quadro in città, il pasticciaccio di Casa Serena, che ha visto i 16 residenti nella parte alberghiera “sfrattati”. L'ala est, secondo l'accordo di programma poi naufragato, doveva proprio essere acquistato dall'Ater. Invece, come è tristemente noto non se n'è fatto nulla.
In una nota, la Federazione Prc di Rovigo spiega come “in collaborazione con lo sportello sociale di Rifondazione comunista di Padova è intervenuta per impedire lo sfratto di un lavoratore e la sua famiglia che comprende un figlio di 9 mesi nato prematuro e bisognoso di cure. Abbiamo chiesto ai servizi sociali che non si sono presentati all'accesso dell'ufficiale giudiziario che venga predisposta una soluzione rispettoso dei diritti delle persone e dei minori. Lo sfratto è stato rinviato al 12 giugno. Lavoreremo perché sia trovata una soluzione dignitosa per questo lavoratore e la sua famiglia. Il nostro impegno in difesa dei settori sociali più fragili, prima che nei nostri programmi elettorali, è scritto nelle nostre pratiche nelle battaglie che abbiamo fatto e facciamo per una vita degna per tutte/i. Nella crisi imposta dalle politiche di guerra, dal riarmo e dall'accentuarsi della competizione su scala globale, il prezzo delle trasformazioni che investono l' economia e la società lo paghiamo noi. Non resta che una via: quella della solidarietà e dell'organizzazione dal basso”.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 