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ariano nel polesine
19.05.2024 - 10:00
Il tema della fusioni è sempre “caldo”. Una tavola rotonda, organizzato dalla tre associazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil nella sala della Cultura ad Ariano nel Polesine, dal titolo “Fusione dei comuni: possibile strumento di sviluppo socioeconomico”. L’obiettivo del convegno è stato quello di capire quali vantaggi e quali prospettive potrebbero aprirsi dalle fusioni.
Presenti Luisa Beltrame, sindaco di Ariano nel Polesine, Michele Domeneghetti, primo cittadino di Corbola, Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle, Valeria Mantovan, sindaco di Porto Viro, Michele Grossato, sindaco di Rosolina, e Layla Marangoni, sindaco di Taglio di Po; assente giustificato Moreno Gasparini sindaco di Loreo.
L’incontro è stato introdotto da Samuel Scavazzin, segretario generale Cisl Padova Rovigo, ha visto gli interventi di Luca Modena, autore di una tesi di laurea sul tema, di Michele Sigolotto sindaco di Borgo Veneto il quale ha presentato e espresso la sua esperienza di fusione con la conclusione di Pieralberto Colombo, segretario generale Cgil Rovigo. A moderare l’incontro Gino Gregnanin, coordinatore Cgil Rovigo. Dalla tavola rotonda è emerso che il Polesine si trova di fronte a sfide demografiche significative, caratterizzate da un invecchiamento della popolazione.
Negli ultimi decenni, il Polesine ha visto un costante aumento della popolazione Over 65 che attualmente supera quella Under 65. Questo trend, evidenziato da statistiche che mostrano un significativo incremento della percentuale di anziani rispetto ai giovani, pone questioni cruciali per il futuro della regione e della provincia stessa. Questo fenomeno solleva interrogativi su come mantenere e migliorare la qualità della vita, offrendo servizi adeguati e garantendo sostenibilità economica e sociale.
Questa tendenza demografica comporta una pressione crescente sui servizi sociali e sanitari, accentuando la necessità di politiche innovative. La proposta di trasformare il Polesine in una sorta di "Florida del Veneto", con un focus su strutture per anziani come Rsa e case di riposo, è stata avanzata provocatoriamente, ma ha sollevato il dibattito su quali strategie adottare per un futuro sostenibile. Una delle risposte proposte dai rappresentanti sindacali per affrontare queste sfide è proprio la fusione dei comuni. Questo approccio, già adottato in altre regioni, potrebbe portare benefici significativi. L’esempio della fusione di Vighizzolo e Carceri in un unico comune ha permesso di ottenere risorse finanziarie considerevoli; questa esperienza, portata nel Polesine, porterebbe importanti energie che potrebbero essere utilizzati per migliorare i servizi sociali, rendere più attraente il territorio per nuovi residenti e potenziare l'attrattività per le imprese.
“La fusione dei comuni- ha sottolineato il segretario generale Cisl Padova Rovigo Samuel Scavazzin- non è comunque solo una questione di risorse finanziarie. Rappresenta anche un'opportunità per ottimizzare le spese, migliorare l'efficienza amministrativa e potenziare la capacità di attrarre investimenti. Politiche mirate potrebbero includere il miglioramento delle infrastrutture, l'incentivazione di nuove imprese e il potenziamento del turismo, sfruttando le specificità del territorio del Delta del Po”.
Alla tavola rotonda i sindaci presenti hanno recepito i consigli avanzati ma, tutti, hanno sottolineato le resistenze della popolazione ad affrontare l’argomento per la paura, tra le altre, di perdere l’identità di "campanile" che caratterizza tutto il Polesine.
Tuttavia, hanno concordato i sindaci, con politiche innovative e una visione strategica, queste sfide possono essere trasformate in opportunità. La fusione dei comuni, l'ottimizzazione delle risorse e l'adozione di strategie per attrarre nuovi residenti e investimenti possono garantire un futuro sostenibile e prospero per questa affascinante regione del Veneto.
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