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Farmacie, è scontro sui turni

Per la giunta Barbujani nessuna criticità, ma il Pd non ci sta: “Il servizio va regolato sui reali bisogni della gente”

Farmacie, è scontro sui turni

La spinosa questione dei turni delle farmacie è stata al centro di un recente incontro in municipio: per l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco Massimo Barbujani, il vice Federico Simoni e l’assessore Giorgio D’Angelo, dall’altra parte del tavolo Claudia Pietropoli presidente Federfarma di Rovigo e Silvia Semeghini, vicepresidente della commissione dell’Ulss 5 Polesana.

“La turnazione delle farmacie polesane – si legge in una nota diramata da Palazzo Tassoni - viene stabilita dall’azienda sanitaria, sentito il parere della competente commissione ‘turni e ferie’ e dell’Ordine provinciale dei farmacisti. L’attuale criterio di turnazione, in essere dal 2019 – prosegue la nota - è stato improntato per dare il miglior servizio possibile alla popolazione di tutto il territorio polesano, sia a chi risiede nei centri urbani che a chi si trova nelle aree rurali. Soprattutto nel caso di Adria, si è cercato di garantire la presenza di una farmacia aperta H24 ogni giorno della settimana, entro un raggio massimo di 10 chilometri”.

E ancora: “Per supportare ulteriormente le esigenze della popolazione, tutti i sabati pomeriggio c’è sempre una farmacia aperta nel centro cittadino. Negli anni non si sono mai rilevate criticità o disservizi. La popolazione viene informata su quale sia la farmacia di turno tramite le bacheche esposte dalle stesse farmacie, tramite la distribuzione dei libretti dei turni e, per chi è più tecnologico, tramite l’app messa a disposizione da Federfarma Rovigo”. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web www.federfarmarovigo.it o il sito dell’azienda sanitaria www.aulss5.veneto.it.

La situazione di status quo emersa dall’incontro e accettata quasi passivamente dall’amministrazione comunale non soddisfatta il Partito democratico. “L'apertura delle farmacie nelle ore notturne e durante le festività – attacca il Pd - è una questione che abbiamo già sollevato, affinché in sinergia tra amministrazione comunale, farmacie cittadine e rappresentanti della direzione sanitaria locale, si trovasse una soluzione definitiva che garantisse ai cittadini la disponibilità di almeno una farmacia aperta in città di notte e nei festivi. Invece il recente incontro svoltosi in comune conferma ancora l'apertura di una farmacia H24 al massimo nel raggio di 10 chilometri”.

Prosegue il comunicato dem: “Le farmacie offrono un servizio che si è intensificato e diversificato per andare incontro alle necessità che derivano da una popolazione sempre più anziana con un crescente bisogno di assistenza farmaceutica. Infatti molte farmacie oltre a dispensare medicinali offrono servizi sanitari, analisi rapide nonché consulenza e supporto clienti, diventando punti di riferimento e presidi sanitari con un ruolo centrale di monitoraggio e tutela della salute pubblica. In una situazione di emergenza percorrere 10 chilometri per raggiungere nottetempo una farmacia potrebbe rappresentare una grande difficoltà soprattutto per i soggetti più fragili, meno autonomi dal punto di vista della mobilità specialmente se costretti a spostarsi fuori città”.

A questo punto il Pd fa notare che “le farmacie non sono esercizi commerciali e per la loro particolare natura, distribuzione sul territorio, turni e orari sono regolamentati in base alla situazione demografica, invece il servizio offerto al territorio dovrebbe maggiormente fare i conti con i crescenti bisogni di assistenza farmacologica e sanitaria che deriva dall'ampliarsi di una platea di utenti sempre più anziani”. E conclude: “Sono oltre quattro anni che il Pd solleva il problema in consiglio comunale dove tutti si erano dichiarati d’accordo per una sua risoluzione. Ora, veniamo a sapere che per la giunta Barbujani il problema non c'è e che va tutto bene, anche se noi rimaniamo convinti che l'opinione pubblica sia di diverso parere. Eppure il miglioramento di turni e orari del servizio farmaceutico permetterebbe una maggiore armonizzazione delle prestazioni mediche in generale e ridurrebbe gli accessi, molti dei quali evitabili, al pronto soccorso e le chiamate di emergenza”.

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