VOCE
L'intervista
20.05.2024 - 05:30
Ha una lunga esperienza come consigliere comunale nelle ultime due amministrazioni comunali ma quest’anno ha deciso di scendere in campo come candidato sindaco. Antonio Rossini sta correndo per le prossime elezioni comunali sostenuto da due liste civiche: Noi per Rovigo - Ci piace! e Alleanza dei moderati. Racconta la propria visione di città.
Perché si candida a sindaco di Rovigo? Cosa l’ha spinta a scendere in campo?
“Ho deciso di candidarmi perché credo fermamente nelle potenzialità di Rovigo e nella necessità di un cambiamento significativo nella gestione della città. La mia esperienza amministrativa e la mia passione per il bene comune mi spingono a mettermi a disposizione della comunità per costruire una città più vivibile, dinamica e prospera. Voglio lavorare per migliorare la qualità della vita dei rodigini, promuovere il commercio locale e attrarre nuovi investimenti, sfruttando al meglio le risorse disponibili e creando sinergie efficaci tra tutte le parti coinvolte”.
Quale ritiene l’avversario più temibile di queste elezioni?
“Chi voterà secondo le ideologie e le indicazioni di partito, senza guardare alla vera natura di questa elezione comunale: l’amministrazione della città”.
Quali sono i principali punti di forza del suo progetto per la città?
“I punti di forza del nostro progetto sono: innovazione, sostenibilità e spirito di collaborazione. Bisogna promuovere nuove tecnologie e soluzioni innovative per lo sviluppo economico e sociale della città. Ritengo inoltre importante focalizzarsi su pratiche ecologiche e sostenibili per migliorare la qualità della vita e preservare l’ambiente. Infine, come ho sempre fatto durante i miei due mandati da consigliere, bisogna favorire sinergie tra istituzioni, imprese e cittadini per raggiungere obiettivi comuni e creare una comunità più coesa e inclusiva”.
Quali sono le priorità che ha individuato per il territorio e gli obiettivi che volete raggiungere?
“Le mie priorità sono: sviluppo economico, viabilità e riforma dell’ente Comune. Occorre rivedere il Piano degli insediamenti produttivi, in modo da attrarre nuove imprese, e promuovere la Zona logistica semplificata, per aumentare l’attrattività della zona, e collaborare strettamente con i comuni limitrofi per gestire al meglio l’arrivo di nuove aziende. Per quanto concerne la viabilità, è necessario completare infrastrutture strategiche come il Passante nord e la bretella Gentili, in modo da ridurre il traffico pesante e l’inquinamento. Bisogna ottimizzare la struttura municipale per migliorare l’efficienza dei servizi comunali, formare il personale, eliminare sovrapposizioni di responsabilità e semplificare i rapporti con i cittadini”.
Qual è la sua proposta per risolvere i tre principali nodi che la prossima amministrazione dovrà affrontare: Iras/Casa Serena, riapertura del polo natatorio, e futuro di As2?
“Il futuro dell’Iras va diviso da quello di Casa Serena. Il Comune deve versare all’Ipab tre milioni e duecentomila euro, in modo da soddisfare i creditori con accordi stralcio. Dopodiché le opzioni sono due: o si trova un accordo con la Regione per riqualificare Casa Serena o si dispone il ritorno dell’immobile a Palazzo Balbi. La ragione è semplice: Venezia ha maggiori risorse per offrire servizi socioassistenziali o residenziali. Per quanto riguarda il polo natatorio, sono stato uno dei pochi ad aver votato l’immediata esecutività per riaprire quanto prima la struttura. Per quanto concerne As2, occorre mettere in sicurezza la società, dando un’interpretazione diversa del regolamento. C’è bisogno di riequilibrio tra teste e quote, in modo da coinvolgere maggiormente i soci nelle decisioni”.
Lei è già stato consigliere comunale con il centrodestra nelle ultime due amministrazioni. C’è qualche rammarico oggi a non far parte della coalizione dei partiti che sono stati suoi alleati in precedenza?
“No, non c’è alcun rammarico. In questi nove anni ho sempre votato nell’interesse della città, senza pregiudizi sulla provenienza politica delle proposte. Slogan e speculazioni non mi appartengono. Fare e coerenza sono i dettami del nostro agire. Il progetto ampiamente civico, con i candidati delle due liste che mi sostengono, permetterà agli elettori di scegliere un riferimento libero da ogni ideologia. Siamo un valore aggiunto: l’attenzione e l’ascolto, nei confronti dei cittadini e del tessuto socioeconomico locale, consentiranno di amministrare il Comune con coerenza e competenza. Votare per il Comune vuol dire scegliere una persona in grado di amministrare, senza pregiudizi politici di sorta”.
Come consigliere comunale, ha affrontato negli anni diverse e numerose questioni, dal decoro urbano alla carenza di servizi nelle frazioni, oltre alle questioni cruciali già citate. In caso di elezione, quale sarà la prima cosa che intende fare per la città?
“Oltre alla risoluzione delle emergenze, Iras, polo natatorio e As2, affronterò tutte le questioni poste dai cittadini: dal problema del commercio in centro alle necessità delle frazioni, passando dalla viabilità ai parcheggi, dai giovani alla cultura. Continuerò il mio impegno per l’ordine e la sicurezza. Il sindaco non può ragionare a compartimenti stagni, deve avere una visione a 360 gradi”.
In veste di consigliere comunale, lei è stato spesso considerato un ‘battitore libero’, un uomo che non si è fatto influenzare da posizioni ideologiche e precostituite. Come intende rispondere a questa critica?
“Non penso sia una critica: è il più bel complimento che si possa fare. Con l’ideologia e i personalismi non si amministra il Comune, servono competenza, trasparenza e buonsenso”.
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