VOCE
il caso fleximan
21.05.2024 - 10:33
Forza Nuova non molla Enrico Mantoan, segretario provinciale, 41 anni, operaio, fondatore di Soccorso nazionale, indagato come presunto autore di cinque degli otto assalti ai velox messi a segno in Polesine nell'ultimo anno, ma anche l'ex senatore leghista Simone Pillon non nasconde le proprie simpatie per Fleximan.
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Il leader veneto di Forza Nuova Luca Castellini difende attaccando: “Lo stanno massacrando, è entrato in un vortice che conosco bene, anche io mi sono trovato in situazioni simili. Noi sappiamo bene cosa vuol dire essere perseguitati. Ricordiamo che è indagato e ancora nessuno ha visto gli atti. In ogni caso come movimento lo sosterremo fino alla morte, anzi oltre la morte. Sull'ipotesi di candidatura alle prossime regionali sono uscite delle forzature, non sappiamo cosa succederà da qui a un anno. Parlarne ora è un po' buttarla lì. Vedremo. Quello che certo è che Enrico è uno di noi e noi siamo e saremo sempre con lui”.
Effettivamente, Mantoan ha guadagnato un'improvvisa ed enorme notorietà perché l'indagine su di lui ha dato un volto ad una figura che era entrata nell'immaginario collettivo per la sua “lotta” a colpi di flessibile contro gli autovelox, trasposizione padana dei mulini a vento donchisciotteschi. Una lotta contro occhi elettronici visti come strumenti di vessazione contro la libertà di superare i limiti. Di velocità.
“Non sappiamo se sia stato effettivamente lui – aggiunge Castellini - E non voglio entrare nella questione autovelox, però si può dire che ci sono situazioni che gli italiani conoscono bene, mi viene in mente quella di Torri del Benaco. E' un momento in cui gli italiano sono vessati e non arrivano a fine mese. Non sappiamo se Enrico abbia fatto ciò di cui viene accusato, ma chiunque sia stato, sia di destra o di sinistra, ha la nostra simpatia e il nostro appoggio, perché non possiamo non sostenere chi ha la forza di mettere a rischio la propria persona per una reazione di libertà”.
E a sostegno di Fleximan si schiera anche l'ex senatore Pillon, già capogruppo della Lega in commissione Giustizia a Palazzo Madama, nonché capogruppo nella Giunta per le elezioni e le autorizzazioni a procedere del Senato: “A sinistra beatificano e candidano una accusata di aggressione e lesioni, definiscono ‘poeta’ e ‘pacifista’ un assassino e poi se la prendono con fleximan. Posso dire che Enrico Mantoan mi sta molto simpatico o è apologia di reato? Mi piacerebbe stringergli la mano. Mito”.
Il leghista rodigino Stefano Raule, invece, nota, sempre sui social: “Adesso vediamo chi dei tanti sostenitori sui social sono ancora dalla sua parte!”. In effetti, nonostante in tanti abbiano inneggiato a lui nel recente passato, negli ultimi giorni il sostegno sembra un po' mancare. E la raccolta di firme su petizioni.com lanciata dal giornale Fahrenheit2022, “Solidarietà a Enrico Mantoan”, ha per ora raccolto 54 fiorme. E le prime sono tutte dei vertici di Forza nuova: Roberto Fiore, Luca Castellini, Luigi Cortese, Gloria Callarelli, Giuseppe Bonanno Conti, Adriano Da Pozzo, Stefano Saija.
Mantoan, che ha ingaggiato “duelli” sfociati in querele con i sindaci di Adria: Massimo Barbujani lo ha accusato di averlo offeso con epiteti escrementizi sui social, mentre l'ex primo cittadino Omar Barbierato, in occasione della rimozione della cittadinanza onoraria a Mussolini per conferirla a Matteotti aveva denunciato il gruppo di forzanuovisti del quale faceva parte lo stesso Mantoan, per le scritte comparse in città “Adria è fascista”.
Ora la situazione è diversa. Perché l'aspetto politico non c'entra. La Procura di Rovigo gli contesta le ipotesi di reato di danneggiamento aggravato a beni esposti per necessità o consuetudine alla pubblica fede e di interruzione di pubblico servizio. Nulla di particolarmente grave, in realtà. Le indagini comunque sono ancora in corso. Degli innumerevoli episodi avvenuti in tutta Italia negli ultimi mesi sembra si possa trattare di emuli, anche se nulla ora è lasciato al caso. E si indaga anche sul “palo” di chi segava i pali, perché nel video ripreso dalla telecamera di sicurezza a Rosolina, si vede che ad agire sono due persone.
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