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IL CASO

Bellombra da mesi senza telefono e Internet

Non convince la sola tesi dei furti, si teme che la zona non sia “appetibile” nella logica costi/benefici

"Mamma, ho rotto il telefono": ingannata e derubata

A oltre due mesi dalle prime segnalazioni di disservizi telefonici nel territorio tra Bellombra e Papozze, molte famiglie e aziende sono ancora senza linea telefonica fissa, con conseguenza di non poter usare neppure Internet. Ben sapendo quanto sia importante oggi, anzi fondamentale, soprattutto per un’attività, essere collegati alla rete.

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Sulla questione ritorna Alessandro Rigoni che ha reso pubblica la questione ai primi di maggio dopo settimane di inutili segnalazioni. Nel frattempo è arrivata la risposta della compagnia telefonica Tim che ha motivato il disservizio per il furto di lunghi tratti di filo di rame. Tesi confermata dal sindaco Massimo Barbujani, il quale ha lanciato l’appello a segnalare alle forze dell’ordine persone e movimenti sospetti.

Ma da quanto riferisce Rigoni, non tutti sono convinti che questa sia la vera causa, o almeno non sia solo questa. Infatti “appare sempre più chiaro – spiega – che non ci sia la volontà di intervenire per una logica di costi/benefici da parte dell’azienda”. A conferma di questi “sospetti” Rigoni mostra una serie di foto in cui appare chiaro lo stato di degrado della linea telefonica, con fili che pendolano fino a terra e qualche palo caduto: per dire che da tempo non viene eseguita la regolare manutenzione della linea. In ogni caso “a oggi, ormai alla fine di maggio, a quasi due mesi dalle prime segnalazioni, i problemi non sono risolti, sono sicuramente peggiorati”. Facendosi portavoce di diversi cittadini e aziende del territorio, avanza alcuni dubbi, alimentati da ‘si dice’ e ipotesi che vanno di bocca in bocca: “Furto dei cavi di rame? Tecnologia troppo vecchia al punto che non converrebbe più ripristinarla? Zone territorialmente marginali non più appetibili nella logica di mercato costi/benefici?”.

Allora si domanda Alessandro Rigoni: “I ladri sono stati identificati? Dipende veramente solo dai ladri di rame o da altri fattori? Esiste una tecnologia suppletiva, diversa, più all’avanguardia o altre modalità? Esiste la volontà economica di farlo o si fa solo se conviene?” E ancora: “Le bollette telefoniche devono essere pagate per un servizio che non esiste?” Rigoni, come ultima spiaggia, fa sapere che “da cittadino indifeso non sapendo a chi rivolgermi ho interessato Federconsumatori per cercare di avere delle risposte e sopratutto essere trattati da cittadini responsabili non da semplici ‘consumatori’ che pagano e basta”.

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