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Energia

Cestari sul fotovoltaico: “Rispetto per la terra"

L'intervento della consigliera regionale

Cestari, "Quante battaglie per il Polesine"

“Il fotovoltaico a terra può rappresentare un valido strumento di diversificazione delle opportunità per lo sviluppo territoriale, ne ero convinta prima, e ne sono ancora più convinta vedendo gli importanti stanziamenti che, su questo settore, si stanno aprendo”.

Così la consigliera regionale Laura Cestari interviene sul tema del solare alla luce dei numeri del fotovoltaico in Polesine nel 2023, con 2.343 impianti in più sono arrivati a 9.096, il +37%, mentre la potenza complessiva è salita di 77 megawatt arrivando a 425 megawatt, con un +22,13%, superiore al dato nazionale del 21%. E la provincia di Rovigo svetta per potenza installata pro capite, 1,86 kilowatt, il triplo della media regionale, 0,65, già superiore alla media nazionale di 0,51. La novità è quella contenuta nel decreto legge “Agricoltura” varato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 15 maggio, che ha stabilito lo stop ai nuovi impianti a terra su suolo agricolo, con alcune eccezioni.

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“Come in tutte le attività del mondo - aggiunge la consigliera Cestari - però, serve equilibrio e buonsenso. In mani profane il curaro è un veleno pericolosissimo. Nelle mani sapienti di un medico, però, è un eccellente anestetico. La soluzione non è di proibirne l’uso, ma di disciplinarlo con saggezza. Lo stesso vale per il fotovoltaico a terra. Ritengo e continuo a pensare che la destinazione naturale della terra sia produrre cibo e prodotti per la nostra alimentazione, tanto più in un territorio come il Polesine dove ci sono delle straordinarie e rinomate eccellenze. Mi piace pensare che sia questa la priorità per un terreno: l’Europa, come abbiamo visto con le auto elettriche o con le case green, spesso ci indirizza verso obiettivi talmente sfidanti che diventano poi irrealizzabili quanto contro-producenti”.

Concludendo, Cestari nota come “le transizioni, quella verso le energia alternative in primis, devono quindi essere governate con sapienza, nel rispetto dei nostri agricoltori che questa terra la lavorano da sempre. Il Polesine non può diventare un grande specchio”.

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