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ECONOMIA

Distretti del commercio: Polesine bocciato su tutta la linea

Escluse le domande di Rovigo, Adria, Occhiobello e Medio Alto Polesine

Distretti del commercio: Polesine bocciato su tutta la linea

Da Rovigo ad Adria, passando per Occhiobello e Lendinara, i distretti del commercio polesani sono rimasti a secco. Nessun contributo in arrivo, infatti, per le domande dal “Bando a supporto di progetti finalizzati alla rigenerazione urbana e alla ripresa economica nell'ambito dei distretti del commercio” che erano state presentate da 37 realtà commerciali polesane, suddivise nei quattro distretti, oltre a quelli urbani di Rovigo e Adria anche quelli territoriali del Medio-Alto Polesine, con Lendinara capofila, Badia Polesine, Fratta Polesine, Giacciano con Baruchella, Lusia, Pincara e Villanova del Ghebbo, ed Eridania Distretto, che mette insieme Occhiobello e Stienta.

Sono invece entrati in graduatoria il distretto del commercio di Rosolina, che ha ottenuto contributi per 220mila euro, a fonte di 340mila euro di investimenti previsti da 11 realtà commerciali e il distretto del commercio di Porto Viro, con nove realtà finanziate con 213.900 euro su 306.900 di investimenti. Loreo non risulta aver partecipato. In ogni caso, il bando, che aveva con una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro, ha garantito a ben 55 distretti di tutto il Veneto di poter usufruire di importanti risorse a fondo perduto destinate alla valorizzazione delle attività d'impresa mentre per altri 15 distretti i progetti sono stati approvati ma si sono posizionati più in basso nella graduatoria e, almeno per il momento, non ci sono fondi disponibili, quindi sono ammessi ma non finanziati. Caso diverso, invece per le due domande presentate dai distretti di Rovigo, da quello di Adria, quello del Medio-Polesine e Eridania Distretto: le rispettive domande, infatti, non sono state ammesse e sono finiti nella lista dei 10 distretti esclusi.

La motivazione, ricorrente alle domande polesane non ammesse, tutte con Confesercenti come soggetto proponente dell’aggregazione, che si è occupato di tutte le procedure burocratiche, mentre il soggetto aggregatore è stata la società strumentale dell'associazione, Informatica Commercio e Servizi Srl, tranne che per Lendinara. Da agosto a settembre, erano stati fatti incontri in quasi tutti i distretti, in particolare il 28 agosto in Sala Federighi ad Adria, il 13 settembre in Gran Guardia a Rovigo, il 18 ottobre in sala consiliare a Occhiobello.

In questi incontri era stato spiegato a fondo come le imprese, riunite attorno ad un unico progetto per distretto, avrebbero potuto “investire in promozione del territorio con contributi del 100% della spesa sostenuta e in investimenti che riguardano l’acquisto di arredi, macchinari, sistemi di videosorveglianza, sistemi per l’e-commerce, impianti a fonti rinnovabili e interventi edili-impiantistici con un contributo pari al 50% della spesa”, con un investimento minimo 15mila euro per impresa e 400mila per aggregazione. Il bando, con il quale la Regione Veneto ha dato attuazione al programma del Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027 per quanto riguarda l'obiettivo specifico di “Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle Pmi e la creazione di posti di lavoro nelle Pmi, anche grazie agli investimenti produttivi”, attraverso il “sostegno alla competitività del sistema commerciale e valorizzazione dei distretti del commercio”, prevedeva il finanziamento di “Interventi per lo sviluppo dell’offerta commerciale” e di “Interventi di valorizzazione del distretto del commercio”.

Con una postilla: “la percentuale di spesa destinata dal progetto agli interventi di promozione e animazione del distretto del commercio, deve essere definita in sede di sottoscrizione dell’accordo operativo, in misura non inferiore al 10% e non superiore al 50% delle spese per interventi per sviluppo dell’offerta commerciale”. E sembra essere stato proprio questo a far scattare l'esclusione dei quattro distretti rimasti a secco: “Gli interventi 3 e 4 sono inammissibili in quanto dalla relazione non si evince il nesso funzionale tra tali attività e la finalità di animazione e promozione del Distretto. Pertanto, le spese ammesse relative agli interventi di promozione e animazione del Distretto sono inferiori al 10% degli interventi per lo sviluppo dell'offerta commerciale in contrasto a quanto previsto dal bando. Criterio di priorità B): punteggio non riconosciuto in quando il progetto non presenta alcun intervento ammissibile ad esso riconducibile”.

“E’ in corso una valutazione con la Direzione Industria artigianato commercio e servizi della Regione Veneto: secondo le nostre valutazioni, c’è qualcosa che si può rivedere, anche se le graduatorie sono state pubblicate. Per questo, al momento non possiamo fare commenti perché è in corso questa interlocuzione”. Così Alvise Canniello, il direttore della Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo, sull’esclusione dei progetti polesani dall’elenco dei beneficiari del bando per i distretti commerciali sul quale l’associazione aveva puntato molto.

A intervenire, invece, uno dei soggetti che avrebbero dovuto beneficiare del contributo, a Rovigo, un commerciante di lungo corso e ora in ballo con l’apertura di un nuovo locale, in stile bacaro veneziano, nello spazio che fu del bar “Favorita al Duomo”, in via Badaloni davanti all'ex liceo Celio, ma soprattutto ex consigliere comunale e ora di nuovo in corsa nella lista “Noi per Rovigo – Ci Piace!”, a sostegno di Antonio Rossini sindaco: Benito Alberto Borella.

“Rovigo – rimarca – ha perso una grande opportunità. Il Comune ha affidato alla Confesercenti il ruolo promotore delle due aggregazioni di imprese che si sono rese disponibili ad effettuare investimenti nelle loro attività, oltre a garantire, sulla base delle indicazioni del bando, la disponibilità ad anticipare delle somme per l’organizzazione di eventi e manifestazioni volte al rilancio e al sostenimento del centro storico e del suo distretto del commercio. A fronte di questa importante opportunità, nel mese di dicembre 2023, è stata sottoscritta una convenzione tra gli 11 imprenditori rodigini che nell’occasione hanno presentato progetti di rinnovamento delle loro attività che avrebbero potuto essere finanziate con dei contributi a fondo perduto del 50% al termine della realizzazione dei progetti, per i quali ciascun imprenditore avrebbe dovuto anticipare le somme".

"Il bando con una dotazione di 10 milioni di euro, ha garantito a ben 55 distretti del Veneto di poter usufruire delle importanti risorse, per altri 15 non vi sono al momento fondi disponibili, mentre per le due domande presentate dai distretti rodigini, non vi è stato nulla da fare, non sono stati neppure ammessi alla graduatoria, spegnendo ogni speranza degli imprenditori locali. Le motivazioni sono precise e lasciano qualche dubbio sulla compilazione delle richieste d’aiuto, che l’amministrazione dopo aver delegato, non ha controllato prima della presentazione, soprattutto senza chiedere un parere preventivo in Regione prima della presentazione, al fine di poter comprendere se vi fossero i presupposti per il rispetto delle condizioni poste da bando stesso".

"Leggendo le motivazioni sembra proprio che sia stata commessa una grave ingenuità. Entrambi i progetti sono risultati inammissibili, per la mancanza del ‘nesso funzionale’ tra le attività proposte e le finalità di animazione e promozione del distretto. Appare dunque evidente che la presentazione del progetto non abbia avuto la spinta necessaria per la promozione del distretto del commercio basandosi su altri elementi che la Regione ha completamente scartato non riconoscendone la bontà e la finalizzazione rispetto al principio cardine del bando”.

Borella conclude amaro: “Una grandissima opportunità che la nostra città perde per l’ennesima volta. Difficile dare un giudizio o stabilire le responsabilità, che tuttavia non possono certamente restare in capo agli imprenditori che grazie ad una poco attenta gestione del progetto hanno perso una importante opportunità per finanziare idee, progetti portando in città qualcosa di nuovo”.

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Commenti all'articolo

  • diduve

    29 Maggio 2024 - 16:50

    Il Polesine ormai e' una merda

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