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Conchi: “Pronto a fare il sindaco”

“Su di me i veti dei partiti. E per il secondo turno valuteremo la possibilità di un accordo”

Conchi: “Pronto a fare il sindaco”

Per mesi è stato considerato uno dei nomi più gettonati per essere il candidato sindaco del centrodestra unito. Invece, alle elezioni dell’8 e 9 giugno si presenta da solo, alla testa di una sola lista: la civica Cambia Rovigo alla quale ha aderito anche Presenza cristiana con il suo esponente di spicco Gianni Saccardin.

Ezio Conchi ha parlato di questo e di tante altre cose legate alla propria candidatura durante l’appuntamento in diretta ai microfoni di Deltaradio “Aperitivo col candidato”, rispondendo alle domande poste da Paolo De Grandis e dal direttore de La Voce di Rovigo Alberto Garbellini. Il ghiaccio lo ha rotto De Grandis con una domanda sui motivi che lo hanno spinto a candidarsi.

“Mi sono candidato per due motivi - ha ammesso Conchi - uno di carattere soggettivo ed uno più oggettivo. Il motivo oggettivo è che mi sento pronto. Se mi avessero chiesto di farlo 10 anni fa, quando mi sono candidato a consigliere comunale per la prima volta con l’allora sindaco Bruno Piva avrei detto di no. Adesso il mio percorso di consigliere comunale, poi assessore e poi vicesindaco mi fa sentire preparato. Poi c’è l’aspetto soggettivo: la passione, un po’ di egocentrismo, la voglia di fare. Mettendo insieme le due cose viene fuori la mia candidatura”.

A queste parole, ha fatto seguito la domanda di Garbellini sui motivi che hanno fatto tramontare l’ipotesi della candidatura di Conchi per il centrodestra. Cosa non ha funzionato?

“So che c’era anche il mio nome tra i possibili candidati - sono state le parole del candidato sindaco - ma non era gettonato più di tanto. C’erano dei veti che non hanno permesso una convergenza e che hanno portato a scegliere un’altra figura. Veti dei partiti Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega e quindi non è maturata l’ipotesi. Sono loro che hanno proposto un’altra persona e il mio nome è stato messo da parte. Sono stato uno dei primi nomi ad essere messo in circolazione ma poi non si è fatto più niente. A quel punto io mi sono trovato con la mia civica che era già impostata e sono andato avanti”.

Il candidato di Cambia Rovigo ha poi illustrato per sommi capi le sue idee per il capoluogo, presenti nel suo programma elettorale. Idee che vanno dalla creazione di una “carta d’identità” che renda peculiare Rovigo a livello nazionale non solo per il rugby ma anche per altri elementi: “Per esempio l’aglio Dop. Perché non associare Rovigo all’aglio?”, all’individuazione di un piatto tipico perché “ne serve uno anche a Rovigo e va creato” passando per la navigabilità del Canalbianco e la creazione di “strumenti che consentano di continuare la visitazione del territorio”.

E, ancora: la concertazione di un piano del traffico con i commercianti e gli operatori del territorio, la creazione di pacchetti turistici per favorire la permanenza dei turisti di Palazzo Roverella, la semplificazione delle procedure per fare impresa.

Infine, Conchi è tornato sul tema elettorale parlando del ballottaggio, nel caso non sia lui ad arrivarci. Che indicazioni darà? Farà l’ago della bilancia? “Si farà un ragionamento sulla base della geografia politica che uscirà dopo il 9 giugno - ha concluso - condivideremo la decisione con la mia squadra come abbiamo fatto finora. Per eventuali apparentamenti, comunque, bisogna tenere presente che gli accordi si fanno in due”.

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