VOCE
rovigo
30.05.2024 - 22:00
La ciclovia dell’Adige, come una vera e propria spina dorsale, si avvia a diventare l’architrave portante di uno “scheletro” formato da una serie di altre infrastrutture che collegano i territori di Badia Polesine, Lendinara, Rovigo e San Martino di Venezze.
Così i quattro Comuni diventeranno una grande macroarea con, al centro, proprio la pista ciclabile che corre lungo l’argine del secondo fiume più lungo d’Italia. Martedì prossimo approderà in consiglio comunale a San Martino di Venezze lo schema di convenzione per l’attuazione del progetto “Collegamenti urbani con la ciclovia regionale CV6-Ciclovia dell’Adige” inserito nella strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile (Sisus) di Auro, l’area urbana di Rovigo formata da 13 Comuni e promossa dalla Regione Veneto che ne finanzia i vari interventi grazie ai fondi comunitari, per un importo complessivo di circa 11 milioni di euro.
All’interno di tale strategia, la valorizzazione della ciclovia Destra Adige occupa uno spazio speciale perché intorno alla ciclabile, in fase di realizzazione, è stato costruito un apposito progetto per la creazione di percorsi di collegamento con i vari centri urbani.
A regolare obblighi e impegni dei quattro municipi coinvolti, tra i quali Badia è stato individuato come capofila, una specifica convenzione il cui schema è stato approvato da tre dei quattro enti, con il capoluogo che ha dato l’ok lo scorso 3 maggio.
L’approvazione è arrivata, infatti, nel corso di una seduta tenuta dal subcommissario vicario Fabrizio Cesarino con i poteri del consiglio comunale. All’appello, insomma, manca solo San Martino ma è questione di giorni e poi i quattro enti sottoscriveranno formalmente il documento. Seguirà un periodo di procedure tra burocrazia e tempi tecnici da rispettare, pubblicazione e progettazione che, per il momento, rendono impossibile definire con precisione l’avvio delle opere in questione. Ciò che è certo, però, sono gli interventi previsti in ognuno dei quattro comuni.
Nel territorio di Badia Polesine, capofila del progetto intercomunale, è prevista la creazione di una nuova pista ciclopedonale, della lunghezza di circa 1,25 chilometri, che collegherà l'area della stazione dei treni e degli autobus con la Destra Adige, la realizzazione di una nuova passerella ciclopedonale sull’Adigetto e il collegamento con area camper e parcheggio nelle vicinanze della sommità arginale.
A Lendinara verrà realizzato un ulteriore stralcio della pista ciclabile di collegamento, della lunghezza di circa 260 metri, fra le aree commerciali e produttive e il centro storico, compresi i siti di valore storico-monumentale come Santuario del Pilastrello. In questo modo la ciclovia sarà collegata senza soluzione di continuità al centro storico attraverso la pista ciclabile lungo la regionale 88 che si snoda lungo via Matteo, largo Carducci e riviera del Popolo. Nel capoluogo, invece, è stata programmata la realizzazione di un collegamento ciclabile di circa 300 metri che tra la ciclovia dell’Adige e la pista ciclabile che dalla frazione di Granzette conduce alla stazione ferroviaria mentre a San Martino di Venezze saranno realizzati due tratti di pista ciclabile della lunghezza di circa 800 metri che collegheranno la frazione di Saline con il centro del comune per arrivare sino alla destra Adige.
Il costo complessivo degli interventi, che come detto ammonta ad oltre 1,8 milioni, è stato ripartito tra i vari comuni: per Badia gli interventi arrivano a costare 775.890,85 euro, per Lendinara 590mila, per Rovigo l’infrastruttura ha un costo di 50mila euro mentre per San Martino si aggira sui 440mila euro.
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