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Ostello Canalbianco, chi paga?

Da giugno la struttura torna ad Aquathlon, che ha promosso un accertamento tecnico preventivo

Ostello Canalbianco, chi paga?

Una delibera che non è passata inosservata. Perché affida agli avvocati Moira Bacchiega, Barbara Marangoni, Riccardo Giandiletti e Guido Previatello la difesa del Comune nel procedimento promosso da Aquathlon, che è la cooperativa sociale alla quale dal 2003 è stata affidata la gestione dell’Ostello Canalbianco.

Struttura che dal 2015 è entrata nella rete dell'accoglienza dei richiedenti asilo in virtù di un accordo con la cooperativa Porto Alegre, sotto l’ala della Prefettura, che è stato prorogato a più riprese. L’ultima, fino a tutto maggio, perché nell’ultimo anno i flussi migratori erano tornati a crescere. Il tema, per Arquà, ma non solo, è particolarmente delicato. Nell’aprile 2020 il consigliere d’opposizione Fabrizio Siviero aveva presentato un’apposita interpellanza alla quale è arrivata risposta solo lo scorso dicembre. “La struttura è da anni utilizzata per la gestione, dell’accoglienza dei rifugiati in collaborazione con la Prefettura di Rovigo. Questo utilizzo, che si protrae a tutt’oggi, è la conseguenza di conclamate difficoltà di decollo della struttura dal punto di vista turistico”.

Nella delibera del 15 maggio, si legge come il 26 aprile è stato notificato al Comune un ricorso per accertamento tecnico preventivo promosso da Aquathlon “mirante, per quanto concerne la posizione dell’ente a quantificare, previo esame dello stato dei luoghi, i costi di dei lavori dedotti nell’articolo 11 della Convenzione del 2011 salvo il preteso risarcimento del danno e, per quanto concerne Porto Alegre i pretesi danni alle strutture per le omesse manutenzioni ordinarie e straordinarie”.

A spiegare chiaramente come stanno le cose è il presidente di Aquatlon, Andrea Donzelli, già assessore a Rovigo e presidente anche di Canoe Rovigo: “La convenzione fra Aquathlon e Comune ha tagliato il traguardo dei primi 10 anni e si è posta la necessità di fare una fotografia dello stato dell'arte, per cui abbiamo incaricato un tecnico che ha semplicemente elencato quelle che sono le responsabilità manutentive che secondo la convenzione sono in capo al Comune e, dopo tanti anni di gestione della Porto Alegre, lo stato di usura. Ma non è una causa, è semplicemente un accertamento tecnico preventivo, che serve per definire tutto in modo preciso. Non è un colpo basso o una mossa inaspettata, semplicemente un passaggio di un percorso noto, anche perché nel consiglio di amministrazione di Aquathlon c'è il sindaco di Arquà”. Insomma, un passaggio che viene definito quasi necessario per evitare eventuali contenziosi. Un po' come quando a fine affitto si chiede all'inquilino di lasciare la casa tinteggiata.

A proposito di affitto, da giugno la struttura torna nella disponibilità di Aquathlon e Donzdelli spiega: “Stiamo lavorando per ridefinire la vocazione turistica di questo posto bellissimo, anche in considerazione del fatto che gli ostelli di fatto sono una formula tramontata e anche la normativa regionale è cambiata. Vorremmo anche capire se è possibile coinvolgere partner privati e rientrare nel circuito dell'accoglienza turistica extralberghiera con una formula nostra. L’ambizione resta quella di offrire possibilità di lavoro ai nostri ragazzi della società canoistica e anche ai ragazzi disabili, tenendo in considerazione anche l'esigenza che c'è un po’ ovunque di affitti brevi. Prima però, va tutto sistemato”.

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