VOCE
l’incontro
31.05.2024 - 17:50
“Non possiamo accettare che sia il conto corrente a determinare chi può curarsi, ma il modello che ha in mente il centrodestra è quello lombardo, con poca sanità territoriale e per oltre la metà in mano ai privati”. Così, giovedì sera, Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna e del Pd, candidato alle europee nel passaggio in città per sostenere il candidato sindaco Palmiro Franco Tosini, insieme alle altre due candidate Pd al parlamento europeo, l’europarlamentare uscente Alessandra Moretti e Annalisa Corrado, ingegnere ecologista.
La pioggerella serale ha fiaccato la partecipazione, con una sessantina di presenti in piazza Matteotti. Un luogo non casuale, come rimarcato da Bonaccini, prima passato dal cimitero di Fratta per deporre un garofano rosso sulla tomba del deputato socialista trucidato dai fascisti, a 100 anni esatti dal celebre discorso di denuncia dei brogli che gli costò la vita.
“Le sue idee, per fortuna – ha rimarcato Bonaccini - ancora vivono nei cuori e nelle menti di migliaia di democratici. Abbiamo il dovere, di celebrarlo, perché siamo in un periodo storico nel quale ogni conquista di libertà può essere messa in discussione, in un’Europa che dopo la caduta del nazifascismo ha saputo trovare pace, libertà e democrazia ma che rischia di vedere l’estrema destra maggioranza. Fratelli d’Italia che ha come secondo in lista Berlato, un novax che ha detto che la pandemia è stata un’invenzione e dovrebbe vergognarsi, per rispetto alle vittime e a quei medici e infermieri che hanno lottato a mani nude, qualcuno rimettendoci la vita. La Lega, invece, ha come capolista Vannacci, che dice che Mussolini, il mandante dell’omicidio Matteotti, è stato un grande statista e che i disabili devono andare in classi separate”.
Tosini, invece, rimarcando l’impegno per nidi e asili gratis, per un piano straordinario di opere pubbliche, per una città senza barriere architettoniche, ha punto Edoardo Gaffeo: “Io, unica vera novità di questa campagna elettorale, non essendo mai stato candidato, assessore, consigliere o sindaco, voglio una politica per bene, una pacificazione, ma non posso esimermi dal far notare al sindaco dimissionario che sull’Iras ha raccontato una bugia addossando le responsabilità del mancato accordo alla presidente del consiglio: non gli fa onore mistificare, come non gli ha fatto onore secretare atti e consiglio su Iras”.
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