VOCE
Adria
31.05.2024 - 17:00
L’ultimo, disperato, a tratti drammatico, tentativo di salvare la democrazia dall’ineluttabile avanzare della dittatura fascista, è risuonato ieri sera a palazzo Tassoni con un consiglio comunale straordinario per rievocare il centenario dell’ultimo discorso di Giacomo Matteotti alla Camera dei deputati arrivando a chiedere l’invalidazione delle elezioni. Intervento che firmò la sua condanna a morte.
Civico consesso al gran completo, unica assenza, giustificata, quella di Luca Trombin, tra gli assessori presenti Vittoria Paccagnella e Giorgio Crepaldi. Ha presenziato anche il maggiore Pietro Gatto, comandante della compagnia dei carabinieri di Adria.
I protagonisti sono stati gli allievi del liceo Bocchi-Galilei, in particolare la terza A classico e la terza B scienze umane i quali hanno fatto rivivere quei momenti tumultuosi a Montecitorio mentre parlava il deputato polesano, interpretato da Francesco Marozzi in maniera a dir poco straordinaria soprattutto per la passione che ha saputo mettere nel leggere l’intervento. La parte della moglie Velia Titta interpretata magistralmente da Giulia Marangoni, mentre Tommaso Oliva ha svolto le funzioni del presidente Alfredo Rocco destinato a passare alla storia anche per quel nefasto richiamo a Matteotti a “non provocare”.
Quindi ragazze e ragazzi che hanno interpretato i deputati fascisti con urla e schiamazzi, invitando ripetutamente Matteotti a smetterla. Le timide azioni di difesa da parte dei banchi della sinistra. L’evento è stato impreziosito da alcuni intermezzi musicali con Anna Cavaliere al sassofono, Matteo Pozzato al violoncello e Tommaso Bego al piano. Gli studenti sono stati preparati dai docenti Stefano Chiarion ed Elisabetta Bocchini, raccogliendo la sollecitazione della dirigente scolastica Silvia Polato.
La commemorazione è proseguita con l’intervento di Alice Marinello che ha presentato la propria tesi di laurea “Il delitto Matteotti nelle pagine dei quotidiani” spiegando che “questo lavoro si pone l’obiettivo di ricostruire alcune delle vicende precedenti e successive al delitto Matteotti, avvenuto il 10 giugno 1924, mentre il corpo senza vita fu trovato il 16 agosto successivo, attraverso l’utilizzo, l’analisi e lo studio di diverse tipologie di fonti, in particolar modo giornalistiche e archivistiche, rispettivamente fornite dall’emeroteca di casa-museo Giacomo Matteotti di Fratta Polesine e dall’Archivio di Stato di Rovigo”.
Applausi e apprezzamenti da tutto il civico consesso: dal sindaco Massimo Barbujani ai capigruppo.
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