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Il Centro aiuto alla vita sostiene 420 bambini

Nuova sede e sempre più richieste (dai vestiti ai pannolini) per il gruppo rodigino.

Il Centro aiuto alla vita sostiene 420 bambini

Una mano tesa e silenziosa verso chi ha più bisogno. Verso quella fascia di residenti in città e nei dintorni che vivono una fase della loro vita tanto delicata quanto complessa: mamme, donne in procinto di diventarlo e i loro figli appena venuti alla luce o addirittura non ancora nati. Bambini troppo piccoli per fare i conti con le difficoltà della vita. Eppure ce ne sono. E tanti. Secondo i dati forniti dal Centro, i bambini assistiti sono circa 420. Tutti residenti nel capoluogo e zone limitrofe.

Dopo un paio settimane di chiusura, dallo scorso 5 maggio e fino al 20, per via dei lavori di trasloco, il Centro di aiuto alla vita di Rovigo ha riaperto le proprie porte in una nuova sede, diversa e più grande rispetto a quella storica di vicolo Campana, la stradina sulla quale si affaccia anche l’ingresso laterale del municipio.

Dal 21 maggio il Centro di aiuto alla vita ha dunque riavviato il proprio prezioso servizio nella nuova sede allestita in un locale del palazzo della Provincia che da viale della Pace si estende fino a via Piva. Non a caso l’ingresso del Centro si trova proprio su via Piva, a lato dell’ex Banca d’Italia chiusa da anni.

Adesso è qui che le 13 volontarie, guidate dalla presidente Maria Beatrice Azzi, si danno da fare per procurare beni di prima necessità alle donne in difficoltà e ai loro figli. Sono loro la mano tesa e silenziosa che, senza tanti clamori, si occupa di fornire a chi ha poco o niente tutto ciò che serve nei primi anni della vita di un bambino: dal latte in polvere agli omogeneizzati ed anche pannolini, tutine, vestitini, carrozzine, passeggini, culle, coperte. E poi giocattoli, corredi per il parto, seggiolini per auto, seggiolini per biciclette, biberon, scarpe, scaldabiberon, piattini e posate per lo svezzamento. Insomma, tutto quello di cui ha bisogno un bambino di età compresa tra 0 e 4 anni. E se poi i giochi e i vestiti sono più grandi, va bene lo stesso perché il servizio aiuta i bambini anche fino agli 8 anni. Il tutto si regge, come detto, sulle spalle delle 13 infaticabili volontarie che smistano e catalogano tutti gli articoli in modo che siano pronti all’uso. Ma il servizio si regge anche grazie alle donazioni dei cittadini che, fortunatamente, non mancano di generosità.

Entrando nella nuova sede, dietro ad una fila di mamme in attesa di aiuto e con i bimbi impegnati nell’angolo giochi allestito appositamente nel front office, è facile rendersi conto dell’impegno che sta a monte del servizio. Sì, perché il Centro di aiuto alla vita fondato anni fa da Arrigo Bergamasco, attuale socio, aiuta tutti indistintamente. Come spiega la presidente Azzi “non chiediamo l’Isee ai nostri utenti, aiutiamo tutti quelli che ce lo chiedono”. Un aiuto che, dunque, non fa differenze ma anzi è sempre disponibile nei giorni e negli orari di apertura (mercoledì e venerdì mattina dalle 9 alle 12.30 e martedì pomeriggio dalle 16 alle 18 d’estate e dalle 15 alle 17 d’inverno) tanto da essere un vero e proprio punto di riferimento anche per il Comune: “Infatti i Servizi sociali ci mandano le persone in difficoltà per un aiuto immediato”, afferma Azzi. Per questo le volontarie si sarebbero aspettate un maggiore sostegno da parte di palazzo Nodari: “Abbiamo cambiato sede perché la precedente, essendo di proprietà di un privato, ci imponeva il pagamento di un affitto. Nel nuovo spazio, invece, ottenuto grazie all’aiuto dell’ex consigliere Lorenzo Rizzato, non abbiamo canoni”.

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