VOCE
Adria
07.06.2024 - 11:10
Il Comune si costituisce parte civile nel procedimento penale relativo ai fatti di tentata strage del 31 marzo scorso avvenuti nella frazione di Cavanella Po. Così l’amministrazione comunale, con delibera di giunta del 5 giugno 2024, ha conferito mandato e procura speciale all'avvocato Mattia Renda.
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“L'episodio in questione – spiega l’assessore Giorgio Crepaldi - riguarda l'esplosione di ordigni rudimentali nel quartiere di Borgo Fiorito avvenuta nelle vicinanze di un condominio abitato da numerosi cittadini stranieri. Gli accadmenti della scorsa primavera avevano destato particolare allarme in città soprattutto in considerazione della circostanza per cui il luogo dei fatti era abitato da numerose famiglie con bambini piccoli che potevano essere coinvolti nell'esplosione. A rendere ancora più preoccupante la vicenda – prosegue l’assessore - anche il probabile motivo xenofobo che avrebbe spinto gli imputati ad agire in maniera particolarmente spregiudicata e pericolosa”.
Fortunatamente non ci sono stati feriti, tuttavia per motivi precauzionali di sicurezza gli inquilini degli appartamenti danneggiati hanno dovuto trovare sistemazione provvisoria, ospitati da parenti e altri alloggiati provvisoriamente in una struttura ricettiva del territorio.
Il prossimo 15 luglio, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Rovigo, verrà celebrato il processo con rito immediato a carico di tre giovani N.S., T.M. e C.T., ritenuti responsabili degli eventi descritti.
Le forze dell'ordine, con celerità e dovizia, erano riusciti sin dai primi momenti dell'indagine a ricondurre i fatti ai presunti responsabili. La Procura, difatti, ritenendo gli indagati gravati da pesanti indizi di colpevolezza aveva richiesto ed ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l'applicazione di misure cautelari a carico dei presunti colpevoli.
“Pur dovendosi sempre tenere in considerazione la presunzione di innocenza, principio cardine del nostro ordinamento – puntualizza Giorgio Crepaldi che ben conoscere la materia per la sua professione di avvocato - ritengo che la costituzione di parte civile nel processo per fatti così gravi sia un atto dovuto da parte di questa amministrazione comunale. Sebbene lo scopo della costituzione di parte civile nel giudizio penale sia quello di richiedere il risarcimento dei danni derivanti dal reato, nel caso di specie ci occorre, oltre che una pretesa economica, anche un obbligo morale nei confronti dei nostri cittadini. La sicurezza, difatti, è uno dei capisaldi di questa giunta e fatti così gravi non possono e non devono rimanere impuniti o passare in secondo piano”.
A questo punto arriva una frecciatina all’indirizzo di Barbierato. “Mentre la giunta precedente sceglieva di agire in giudizio per questioni dal contenuto prettamente politico, gravando il Comune dei costi di un processo per una scritta di stampo politico sul muro con il solo risultato di intasare ancora di più il sistema giudiziario, questa Giunta ha una concezione e un rispetto totalmente differente delle aule di giustizia e della Magistratura. Tecnicamente, invero, ogni reato lede un interesse pubblico tutelato dalla legge e, nei fatti di Borgo Fiorito, l'interesse giuridico è il sacrosanto diritto all'incolumità pubblica dei cittadini. Per questa ragione riteniamo che la partecipazione attiva del Comune al processo sia un atto doveroso e dovuto”.
Conclude l’assessore: “Come amministrazione comunale, siamo certi che i magistrati svolgeranno con la massima attenzione il proprio compito e saranno in grado di assicurare i colpevoli alla giustizia, tutelando anche i diritti delle vittime tra i quali quelli del Comune di Adria. La costituzione di parte civile da parte del Comune, infine, ha anche un significato intrinseco molto importante: qualora venisse dimostrata, come appare dal molti indizi, la matrice di stampo razziale e xenofoba del gesto, questa amministrazione comunale dimostra, con i fatti, che episodi del genere non possano in alcun modo essere tollerati né sottovalutati”.
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