VOCE
elezioni amministrative 2024
07.06.2024 - 21:00
Diciassette sindaci in cerca di riconferma, uno addirittura all’inseguimento di uno storico quarto mandato. Tre “trielli”, con nove candidati primi cittadini e altri 59 aspiranti consiglieri per neanche 5mila elettori totali. E poi (almeno) cinque derby interni alle maggioranze uscenti, con ex “compagni di squadra” pronti a farsi la guerra; tre replay di sfide già andate in scena cinque anni fa; e quattro ex sindaci che cercano - a cinque (o dieci) anni di distanza - di tornare in sella.
Ma soprattutto sei Comuni (tra cui Loreo, l’unico del gruppo che ha più di 1.500 abitanti) con un unico candidato sindaco che dovrà dunque combattere contro il quorum e portare alle urne almeno il 40% (più uno) degli aventi diritto al voto combattendo, in alcuni casi, con un altro numero di residenti all’estero che difficilmente (per usare un eufemismo) saranno della partita. Il tutto, senza considerare la grande madre di tutte le sfide, quella di Rovigo dove sono schierati sei candidato sindaco (tra cui l’uscente, Edoardo Gaffeo), 14 liste e 431 candidati consiglieri, che fanno salire a 1.103 i candidati complessivi di cui 65 a caccia di una delle 32 fasce tricolori in palio.
E’ questo il quadro (polverizzato) delle elezioni comunali che, tra domani e dopodomani, porteranno 109mila polesani al voto in 32 Comuni, da Melara ad Ariano, da Rovigo a Occhiobello. Le sfide principali, dal punto di vista politico, sono quelle del capoluogo, di Occhiobello (dove la dicotomia centrodestra-centrosinistra è andata letteralmente in frantumi), Lendinara (il cui quadro è, invece, molto classico) e Castelmassa (dove alla maggioranza uscente, di centrodestra, si oppone una lista basata su un patto Pd-Lega).
Ma queste elezioni saranno caratterizzate anche da cinque clamorosi derby. A Castelnovo Bariano e Bagnolo di Po, due assessori uscenti (rispettivamente Francesco Masini e Chiara Magaraggia) sfidano a duello i propri sindaci (Massimo Biancardi e Amor Zeri); ad Arquà il sindaco Chiara Turolla compare nella lista di Maurizio Andreotti, contro il suo assessore Enrico Serafin; a Canda Roberto Tomasini e Simone Ghirelli, fin qui nella stessa maggioranza, si contendono la successione di Alessandro Berta. E poi c’è Pontecchio dove il Pd ha schierato Michela Bacchiega contro il sindaco di centrosinistra Simone Ghirotto.
A Papozze, Polesella e Salara le tre sfide saranno esattamente le stesse del 2019. Mentre in sei Comuni, come detto, ci sarà un solo candidato: si tratta di Loreo, dove l’asticella del quorum è fissata a 1.334 votanti; Ceneselli dove serviranno 573 voti; Frassinelle (558), San Bellino (430) e Gaiba (395). Già domani sera, alla chiusura dei seggi, di fatto si saprà se i sei candidati ce l’avranno fatta, anche se per avere l’ufficialità bisognerà comunque aspettare lo spoglio, con il 50% dei voti validamente espressi. Senza uno di questi due requisiti (affluenza e voti validi), Comune commissariato per un anno e nuove elezioni a primavera 2025.
Tra i 17 sindaci uscenti che si ricandidano, in particolare, Massimo Biancardi (Castelnovo) cerca uno storico quarto mandato; Leonardo Raito (Polesella), Moreno Gasparini (Loreo), Simone Ghirotto (Pontecchio), Michele Domeneghetti (Corbola), Diego Girotto (Gavello), Pierluigi Mosca (Papozze), Aldo D’Achille (San Bellino) e Riccardo Rigotto (Villanova Marchesana) inseguiranno il terzo; mentre Sondra Coizzi (Occhiobello), Luisa Beltrame (Ariano), Anna Marchesini (Melara), Angela Gazzi (Ceneselli), Maurizio Passerini (Castelguglielmo), Amor Zeri (Bagnolo di Po), Lucia Ghiotti (Salara) e Nicola Zanca (Gaiba). In ballo, anche quattro ex sindaci: si tratta di Pietro Marangoni (Arquà), Antonio Bombonato (Costa), Giorgio Grassia (Castelguglielmo) e Gianluca Braga (Guarda) che cercheranno di riconquistare la fascia tricolore.
A Castelnovo Bariano (2.631 elettori), Arquà (2.393) e Bosaro (1.074) sono invece tre i candidati sindaco in campo, con - rispettivamente - 30, 30 e 29 candidati consiglieri.
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