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E' stato un maggio di pioggia record: addio alla siccità

Negli ultimi otto mesi in Polesine precipitazioni doppie rispetto all'arido 2022.

E' stato un maggio di pioggia record: addio alla siccità

Record di piogge: la siccità p soltanto un ricordo (foto Anbi Veneto)

Quest’anno il problema siccità non si pone. Già un mese fa l’ipotesi sembrava assolutamente remota, ma dopo le piogge di maggio, che secondo i dati Arpav è stato il più piovoso da quando effettua le proprie misurazioni, ovvero degli ultimi 30 anni, ora è assolutamente da escludere: “Per ora – ribadisce l'Autorità distrettuale del fiume Po - l’estate meteorologica, che è iniziata il 1 giugno e terminerà il 31 agosto, può contare su un’ottima disponibilità idrica in attesa delle ulteriori piogge, localmente anche importanti, che nei prossimi giorni interesseranno gran parte del Nord Italia”.

Tra il 15 e il 17 e il 20 e il 21 maggio, fra l'altro, le piogge violente cadute in particolare nella Bassa Padovana e nel Vicentino hanno creato anche più di un problema, con tracimazioni, ponti danneggiati, campagne allagate, frane e smottamenti. E se le massime precipitazioni sono state proprio sull’arco montano fra Vicenza e Belluno, Seren del Grappa con 768 millimetri e Laghi con 694, le minime sono state in Polesine, in particolare a Sant’Apollinare con 38 millimetri, Villadose e Pila con 52 millimetri.

Guardando, invece, agli otto mesi, da ottobre, inizio dell’anno idrologico, al 31 maggio, sono sempre le stazioni polesane a registrare i valori più bassi di precipitazioni cumulate: Sant’Apollinare con 434 millimetri, Frassinelle Polesine con 453, Concadirame con 480 e e Pellizzare, a Bagnolo di Po, con 493. Volgendo lo sguardo indietro, al 2022, l’anno della grande siccità, il dato cumulato da ottobre 2021 a maggio 2022, i valori erano meno della metà: 219 millimetri registrati a Sant’Apollinare e 225 a Concadirame. Il problema della siccità, però, era di portata dei fiumi, quindi di bacino: a fine maggio 2022 risultavano caduti in Veneto mediamente 440 millimetri di precipitazioni, quest'anno siamo a 1.120 millimetri, quindi quasi il triplo. La media del periodo 1994-2023 è di 717 millimetri, quindi a maggio sul veneto le piogge sono state superiori alla media del +56%.

E, a maggio, si rimarca nel “Rapporto sulla risorsa idrica in Veneto al 31 maggio” di Arpav, “Si stima siano caduti mediamente in Veneto 274 millimetri di precipitazione: la media del periodo 1994-2023 è di 117 millimetri, gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono molto superiori alla media. Dal 1994 è il maggio più piovoso”. A livello di bacino idrografico, solo parte Veneta, rispetto alla media 1994-2023, sono state riscontrate ovunque condizioni di elevato surplus pluviometrico, in particolare del +162% sull’Adige, con i massimi apporti mensili dal 1994, del +88% sul Po e del +75% sul Fissero-Tartaro-Canalbianco.

L'Autorità di distretto del Po, nota come “una primavera meteorologica così umida non capita di frequente: negli ultimi tre mesi, da marzo a maggio, molte località del distretto hanno superato i precedenti record storici in termini di accumuli pluviometrici, diverse località alpine hanno raggiunto e superato i precedenti valori massimi in termini di accumulo nivale per il periodo. I fiumi del Distretto rapidamente hanno ripreso vigore, registrando valori medi mensili pari ai valori massimi del periodo e, in alcuni casi, anche maggiori. Tutti gli invasi hanno raggiunto i valori massimi di stoccaggio della risorsa idrica. In poco tempo, già a fine marzo, il Distretto del fiume Po è tornato a 'riempirsi d’acqua' come non accadeva da molti mesi, il che ha consentito un buon recupero della disponibilità idrica a scala distrettuale messa a dura prova dal biennio 2021/2022. Tutto questo è stato possibile grazie ad una lunga serie di perturbazioni di origine atlantica, le uniche in grado di apportare quantitativi significativi di acqua nel Distretto, che hanno attraversato l’intero Centro-Nord. In conclusione, stante l’attuale disponibilità di risorsa idrica a scala distrettuale e le più aggiornate previsioni meteorologiche, non si intravedono criticità particolari per il soddisfacimento dei diversi fabbisogni (irriguo, industriale, produttivo e civile) nelle prossime settimane. Va segnalato, comunque, che la perdurante instabilità meteorologica, accompagnata da fenomeni anche estremi, sta creando diversi problemi al sistema agricolo distrettuale”.

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