VOCE
SECONDO TURNO
13.06.2024 - 09:55
Edoardo Gaffeo e Valeria Cittadin al ballottaggio
Chi non è arrivato al ballottaggio spiega di non essere stato contattato ma non chiude la porta
Tempo di trattative, per capire se e come sono possibili accordi in vista del ballottaggio fra Valeria Cittadin ed Edoardo Gaffeo, che dovranno essere chiusi entro le 12 di domenica prossima, perché già lunedì 17 saranno definite le schede.
Il candidato sostenuto dal Pd Palmiro Franco Tosini ha lasciato la parola alla segreteria “dem” e il segretario Giacomo Prandini ha detto che la decisione verrà presa in un’apposita assemblea. In ogni caso, da Galleria Balotta fanno sapere che nessuno li ha cercati, almeno per ora.
Telefono muto anche per gli altri candidati sindaco non arrivati al ballottaggio. “Per il momento tutto tace - spiega Ezio Conchi - Ovviamente io ho raccolto un 4% di voti che devo fare in modo di valorizzare, perché le persone che ci hanno votato, ci vogliono nell’amministrazione, non all’esterno. Quindi siamo pronti ad ogni confronto. Ma non contemplo accordi diversi dall’apparentamento, che ha un significato politico chiaro. Però bisogna essere in due per farlo”.
Il discorso dell’accordo diverso dall’apparentamento nasce dal fatto che l’apparentamento prevede l’ingresso nella futura maggioranza, quindi nel beneficio del “premio” che fa salire i seggi a 20. Nel caso di vittoria di Valeria Cittadin, Conchi, come Rossini, entrerebbero comunque in consiglio, ma nei banchi dell’opposizione. Con l’apparentamento, invece, in caso di vittoria, la coalizione che al primo turno ha sostenuto la Cittadin otterrebbe 19 seggi e, in particolare, Fratelli d’Italia 8 e non 9, mentre nei 12 dell’opposizione entrerebbe un consigliere in più della Lista Gaffeo. Con l’accordo politico, ma senza apparentamento, la maggioranza potrebbe di fatto guadagnare un seggio in più. Fra l’altro, sia Conchi che Rossini, in caso di vittoria di Edoardo Gaffeo, a meno che non scelgano di apparentarsi con lui, sarebbero fuori dal consiglio.
Anche Antonio Rossini spiega che per il momento nessuno si è fatto avanti: “Siamo disponibili a un confronto con chi ha rispetto degli elettori e dei mille voti espressi e ha la giusta considerazione del fatto che queste sono elezioni amministrative, nelle quali contano le persone e il mondo civile che ha fatto la scelta di essere un valore aggiunto nell’amministrare il Comune. Noi garantismo stabilità e serietà chi rincorre le ‘careghe’ sono altri”.
Comunque finisca, anche senza apparentamenti Federico Frigato entrerà in consiglio. Se lo facesse con la Cittadin e lei vincesse farebbe però due consiglieri, mentre se si apparentasse con Gaffeo e fosse lui a vincere ne farebbe quattro. “Come ho sempre detto - spiega Frigato - non ho mai avuto un piano B. Ho costruito una lista civica che non ha mai guardato a coalizioni, partiti, campi larghi. Abbiamo condiviso un’idea di città e ci siamo confrontati con il territorio, le associazioni, le persone. Non mi interessa da dove arriva un’idea se è valida per la mia città. Ho imparato che con le ideologie o la contrapposizione partitica a perdere sono solo e sempre i cittadini. Se arriveranno richieste da parte dei due candidati al ballottaggio, l’impostazione sarà quella di ascoltare e decidere, insieme, con tutte le 32 persone della lista, cosa fare. Con un unico principio cardine: la libertà. Per ora nessuno mi ha cercato. E non sono certo io, per rispetto ‘istituzionale’ a dover chiamare chi è al ballottaggio”.
Dal punto di vista dei numeri, la Cittadin, sostenuta dal centrodestra compatto che ha mancato il successo al primo turno per 223 voti, raccogliendone 12.117, il 49,1%, mentre il sindaco uscente Gaffeo, sostenuto da Movimento 5 stelle, Civica per Rovigo e Forum, si è fermato a 6.933 voti, 137 in meno dei 7.070 del primo turno di 5 anni fa, con il 28%. Anche cinque anni fa il centrodestra aveva chiuso il primo turno avanti, con 10.616 voti, il 38,17%. Ma nel 2019 avevano votato 28.855 rodigini, il 68,41%, sabato e domenica solo 25.553, il 60.48%, quindi 3.302 in meno, praticamente quasi l’intera popolazione dei quattro comuni di Salara, Gaiba, Villanova Marchesana e Canda. Al secondo turno, il calo è fisiologico e 5 anni fa era stato di ben 7.653 elettori, con l’affluenza scesa di oltre 18 punti, al 50,26%. Per questo, ogni voto rischia di essere pesantissimo.
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