VOCE
verso il ballottaggio
16.06.2024 - 06:00
Nadia Romeo ed Edoardo Gaffeo
Non ci sarà nessun apparentamento, anche se in queste ora c’è chi s’offre e chi soffre. Il termine per ufficializzare nuove coalizioni in vista del ballottaggio scade alle 12 di oggi, 16 giugno. E, a quanto pare, non si saranno altri nomi sulle schede a parte quelli dei due sfidanti principali, Valeria Cittadin ed Edoardo Gaffeo.
Nemmeno fra quest’ultimo e il Pd, nonostante gli abboccamenti delle ultime ore. Venerdì sera nella sede del Partito democratico c’è stata una riunione del direttivo che si è chiusa senza un voto su un atto politico d’indirizzo, ma con una tendenziale unità sul punto che non è certo possibile schierarsi con il centrodestra e che l’obiettivo deve essere la ricostruzione del centrosinistra. Con che tempi, però, non è chiaro. Come non lo è il fatto che possano arrivare, o meno endorsement per l’ex sindaco, che ha scelto di dimettersi dopo che il Pd ha annunciato che non si riconosceva più nella maggioranza.
Tralasciando i cartelloni. Comunque, nessun apparentamento con Gaffeo, perché non si tratterebbe solo di un accordo elettorale ma un impegno a formare in caso di vittoria una nuova maggioranza insieme. E questo sarebbe apparso troppo per gli elettori, non solo quelli che, non in molti per la verità, hanno scelto il Pd, sia, soprattutto, quelli che hanno votato per Gaffeo e che vedono il Pd rodigino come il fumo negli occhi. La verità, però, è che se Gaffeo vuole avere qualche chance di vittoria deve andare oltre il proprio “cerchio magico” e uscire dalla bolla nella quale lui e il suo gruppo si sono chiusi. Per questo il comunicato diramato ieri di riconoscimento dell’importanza dell’approdo in parlamento di Nadia Romeo. Va detto, però, che, se Gaffeo dovesse vincere senza nessun apparentamento, il Pd sarebbe fuori dal consiglio.
E proprio Nadia Romeo parla, espressamente, di “ricostruzione del campo progressista, anche in Polesine”. E ribadisce: “Con il voto di domenica scorsa i nostri elettori hanno lanciato un chiaro messaggio sia a noi che all’ex sindaco: la diversità di vedute che si è venuta a creare tra noi, nel recente passato, non ha premiato nessuno. E allora, dobbiamo iniziare a costruire un nuovo centrosinistra. E di certo questo non si fa appoggiando il centrodestra”. In vista del ballottaggio dunque, la neodeputata sottolinea come “il nostro campo sia quello del centrosinistra e il nostro avversario sono le destre”.
La Romeo, intanto, si prepara per l’ingresso alla Camera che dovrebbe avvenire alla volta dei primi giorni di luglio. In ballo, infatti, c’è ancora la chiusura dello spoglio delle Europee, al palo in alcune sezioni di Roma e del Sud, da cui dipende il quinto seggio Pd a Nordest. Soltanto terminata l’attribuzione dei seggi, Zan potrà optare tra quello conquistato a Nordest e quello conquistato a Nordovest, aprendo alla Romeo le porte del parlamento. “Sarà lui stesso - dice - ad accompagnarmi a Roma il primo giorno per il passaggio di consegne. Alla Camera il mio impegno sarà orientato a fare squadra, anche con il mondo economico e associativo, per far pesare di più il Polesine a livello nazionale. L’obiettivo è quello di creare sviluppo per l’economia della nostra provincia sfruttando gli strumenti forniti da Zes, patti territoriali e di area interna per far crescere il territorio. Solo mettendoci tutti insieme potremo far uscire Rovigo dall’angolo”. E in questa strategia si inserisce, dunque, l’allargamento del campo progressista: primo banco di prova, proprio il ballottaggio rodigino.
A meno di colpi di scena, dunque, non ci saranno apparentamenti. Perché Valeria Cittadin lo aveva preannunciato già prima del voto ed è tornata a ribadirlo, anche se ha comunque incontrato gli altri candidati usciti di scenda dopo il primo round per un confronto sereno.
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