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verso il ballottaggio

Fra Pd e Gaffeo è scoppiata la pace

Niente apparentamento formale ma una chiara indicazione di voto: “Non è questione di poltrone, ma di parte”.

Fra Pd e Gaffeo è scoppiata la pace

I dirigenti Pd Nadia Romeo, Giacomo Prandini e Diego Crivellari

“L’indicazione del Pd è di votare Edoardo Gaffeo”. Un’affermazione, che fino a pochi giorni fa sembrava fantascienza e invece ieri è stata ribadita chiaramente da Diego Crivellari. Tra il Partito democratico e l’ex sindaco ricandidatosi Edoardo Gaffeo, dunque, riscoppia la pace. I vecchi dissapori, gli attacchi, le accuse di tradimento rivolte all’ex primo cittadino stampate sui manifesti 6x3 a firma Pd Rovigo di cui è stata tappezzata la città: per ora sono messi da parte. E al ballottaggio del 23 e 24 giugno, pur in assenza di un apparentamento formale, il circolo dem rodigino sostiene Gaffeo.

Viceversa, Gaffeo accetta e gongola per il sostegno del Pd, seppure all’annuncio delle proprie dimissioni, lo scorso 25 gennaio, avesse usato parole durissime contro l’ex alleato, arrivando a definirsi “dispiaciuto perché credo che l’elettorato del Pd non si meriti questa classe dirigente” e anticipando “una serie di considerazioni anche sull’opportunità di rimettere in moto un’azione amministrativa a partire da giugno 2024 ovviamente escludendo in maniera categoria questo Partito democratico”.

Il Pd invece c’è. Frastornato, bastonato dal risultato del primo turno – un 6,9% alle comunali rispetto al 21% delle europee – ma c’è. E oggi, 17 giugno, nel corso di una conferenza stampa, il segretario di circolo Giacomo Prandini, la deputata in pectore Nadia Romeo e il capolista Diego Crivellari hanno lanciato la corsa di Gaffeo al ballottaggio. “Abbiamo esaminato la situazione dopo il risultato del primo turno nel corso del direttivo di venerdì scorso – ha esordito il segretario - abbiamo cercato di capire per sommi capi cos’è successo e cercato di delineare il nostro comportamento per domenica prossima. Il succo è che noi siamo un partito di sinistra e, quindi, non possiamo nemmeno prendere in considerazione di votare per la destra. Dopodiché, in assenza di richieste da Gaffeo e di offerte da parte nostra per eventuali apparentamenti, sappiamo che i nostri elettori sono persone intelligenti e mature e sanno benissimo come comportarsi”. Anche se, in caso di vittoria di Gaffeo, senza apparentamento, per la prima volta nella sua storia il Pd non siederà in consiglio.

Crivellari e Romeo, invece, guardano alla ricostruzione del centrosinistra. “L’indicazione chiara è di votare per Gaffeo – ha chiarito Crivellari – tra l’altro noi lo incontriamo nelle prossime ore per approfondire il rapporto. Anche perché adesso si pone il tema di ricostruire il tessuto del centrosinistra che veda protagonista il Pd”.

Romeo, invece, ha aggiunto: “Bisogna partire da qui per costruire un campo progressista. Come farlo, lo vedremo insieme. Il fatto di non esserci apparentati è la dimostrazione che non è questione di poltrone. E’ una questione politica che ha visto delle differenze e delle difficoltà che hanno portato a questa situazione. La vera sfida ora sarà ricompattare e ricostruire e questo sta alla disponibilità non solo del Pd, è ovvio, perché l’interlocuzione dipende dalle altre parti in causa. Le cose che ci hanno diviso vanno superate e bisogna ricostruire sulla base di un programma, di un progetto per la città”.

E se l’analisi del voto “va fatta con criterio, dopo il ballottaggio e a mente fredda”, secondo Crivellari, per Prandini gli errori sono stati “numerosi e importanti: il nostro punto debole è stato quello della comunicazione perché non siamo riusciti a diffondere la nostra visione della situazione e quello che si prospettava con le elezioni”.

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