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Verso il ballottaggio

“Strana campagna, mancato il Pd”

Lo spin doctor Marturano: “Gaffeo, attento a chi attacchi. Per Cittadin rischio disillusione”

“Strana campagna, mancato il Pd”

“Una campagna elettorale molto diversa rispetto a quella di cinque anni fa ma anche a quelle del passato, andando indietro fino al 2006, perché di fatto c’è stato un grande assente”.

A dirlo un vero esperto di campagne elettorali, avendone seguite decine e decine in tutta Italia, ben oltre la tripla cifra, per candidati di ogni colore e latitudine: Marco Marturano, spin doctor, giornalista, ricercatore, comunicatore, consulente, già primo direttore di Ipsos Opinion, imprenditore, docente alla Iulm, all’Università di Pisa, alla Business school del Sole 24 Ore e allo Ied.

“In una città che nella geografia politica del Veneto ha una storia di centrosinistra anche più forte rispetto a molte altre - spiega - la maggiore differenza rispetto al passato è il vuoto lasciato dal protagonismo del Pd. Non che non ci sia stato, ma nelle campagne viste in precedenza, sia nella sua versione ancora di Ulivo, con Ds e Margherita e con Merchiori, contro Avezzù, che nelle successive, ha sempre avuto la capacità, nel bene o nel male, di essere protagonista. Evidentemente, il contesto nel quale si è arrivati alle elezioni ha tolto al Pd un ruolo da primo attore”.

Marturano, che cinque anni fa ha offerto la sua consulenza a Gaffeo come nel 2006 a Merchiori, nota come “anche per questo la campagna è stata molto diversa, senza una radicale polarizzazione fra uno schieramento che definiva negativa la precedente amministrazione e uno che la difendeva. Tutto è stato così più soft, quasi anestetizzato. Paradossalmente, questa contrapposizione si sta verificando solo ora nel ballottaggio. Però penso che il centrodestra si andato al ballottaggio per quei pochissimi voti, anche perché la campagna del primo turno è stata meno chiaramente una campagna ‘contro’. Dall'altra parte, non mi ha sorpreso che al ballottaggio sia andato il sindaco uscente, proprio per gli schemi con cui si giudica il sindaco uscente, a prescindere dal contenitore. La vera sorpresa sarebbe stata che non ci andasse”.

Guardando al tema del confronto che ha infiammato gli ultimi giorni, Marturano nota come “torna con l'impostazione che ha dato Gaffeo alla propria campagna, che si è sì un po’ dipinto come vittima, come underdog, per quello che è avvenuto nel centrosinistra, puntando però tutto sulla narrazione della propria competenza e non dando armi semplici alla sua avversaria, che ha dovuto in qualche modo far arrivare il messaggio di essere l'opposto”.

Per entrambi, ci sono aspetti forza e di debolezza. “Per la Cittadin – spiega Marturano – un punto a favore è indubbiamente l’orientamento forte emerso negli ultimi quattro giri elettorali, le regionali del 2020, le politiche del 2022, e le europee e il primo turno amministrative dei giorni scorsi: la città ha dato una fortissima indicazione politica a favore del centrodestra. E l’aspetto di coerenza e congruenza non è di poco conto, soprattutto in una città che viene da un’amministrazione di centrosinistra. Il secondo punto positivo è sempre l’espressione molto chiara della città: al primo turno il 72%, oltre sette elettori su dieci, non hanno giudicato positivamente l'amministrazione uscente, dicendo no all’ex sindaco, anyone but not Gaffeo, considerando che dall’altra parte la semantica è sul continuare”.

Per quanto riguarda Gaffeo, “Il primo punto di forza è l’entusiasmo tendente all’eccitazione emotiva dell’essere arrivati nonostante tutto, che dà carica a chi l'ha votato ma è anche attrattiva nei confronti di chi non l'ha votato. A suo favore, anche la narrazione della competenza, che è molto efficace. Lo è stata anche cinque anni fa, quando veniva dalla società civile, ora ha quella che viene dall'esperienza amministrativa e su questo giustamente sta puntando tutto. Due, invece, gli aspetti che vedo come minaccia".

"La prima è che, preso dall'entusiasmo eccessivo e per cercare di evidenziare al massimo l'aspetto della propria competenza, ha lasciato uscire il messaggio di aver fatto in questi anni quello che nessuno ha fatto in 30 anni. Se ragioniamo sui click dei suoi tifosi dà carica, però c'è una contraddizione: che in quei trent'anni ricadono ex sindaci, della stessa area di centrosinistra, che la città nel tempo ha dimostrato di apprezzare. Nell'esagerare l’esaltazione dei suoi 'superpoteri' si finisce per dire a Baratella e Merchiori e soprattutto ai cittadini che li hanno apprezzati, che sono uguali sono al centrodestra di Avezzù Piva e Bergamin. Tutti un fallimento e Gaffeo è sono l’unico che ha salvato la città. Fosse anche vero, non è produttivo in un momento in cui devi richiamare al voto anche chi ha fatto altre scelte al primo turno. Il secondo pericolo è la teorizzazione scientifica della possibilità di avere un consiglio comunale che sostanzialmente azzera la componente dei partiti: questa idea di dire che la città è di serie A se ha un consiglio a maggioranza civica in una città che in quattro anni, compreso il primo turno, ha votato a larghissima maggioranza per i partiti, non va contro i vertici dei partiti, ma contro tutti i cittadini che hanno votato i partiti, ai quali in pratica dici che sono cittadini di serie B perché la serie A sono quelli che votano le civiche. Per quanto ritengo che le civiche siano un valore, penso che in democrazia si debbano rispettare tutti gli elettori”.

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