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elezioni comunali 2024

“Colpa del Pd? No, colpa di Gaffeo”

Il segretario dem Prandini respinge le accuse al partito: “Ha perso chi non ha voluto il dialogo”

“Colpa del Pd? No, colpa di Gaffeo”

“Tutta colpa del Pd? Questa è bella: la responsabilità della sconfitta di tutta la sinistra, perché di questo si tratta, è totalmente sulle spalle di Gaffeo e del suo cerchio magico e del Forum, che non hanno mai accettato confronti, dialogo e suggerimenti”.

Il segretario cittadino del Pd Giacomo Prandini reagisce così al dito puntato verso il partito da parte della coalizione civica e pentastellata che sosteneva Edoardo Gaffeo e che indica proprio negli ex alleati per cinque anni meno quattro mesi, ovvero fino all’annuncio dell’uscita dalla maggioranza e alla conseguente scelta del sindaco di rassegnare le dimissioni per correre proprio contro il Pd. Per Prandini, tuttavia, la storia era già scritta ancora prima dell’epilogo della scorsa amministrazione: “Questo risultato era largamente prevedibile e largamente previsto, fin dai sondaggi che abbiamo realizzato l’autunno scorso, dai quali era emerso chiaramente che la coalizione così come era, sarebbe risultata perdente esattamente con questo divario. Sulla scorta di questa previsione, il Pd si è mosso per tentare di modificare i player. Dal nostro punto di vista, per tentare di giocarcela occorreva ampliare la coalizione e cambiare cavallo, perché altrimenti saremo andati a sbattere come effettivamente siamo andati a sbattere. E l’ampliamento coalizione non ha funzionato proprio per l’opposizione dei ‘gaffeiani’ e anche per l’impraticabilità, riscontrata da Natale in poi, con Italia Viva, Azione e poi anche con altri tipo gli ex Lista Menon".

"Questo ampliamento, che abbiamo rincorso per mesi non l’abbiamo raggiunto e la prima delle due condizioni non si è potuta verificare. Così come è stato difficile trovare un candidato, proprio perché la scelta di Gaffeo di rimanere sulla scena, ha impedito che potessero essere percorse molte strade, con figure che sapevamo essere vincenti perché di alto livello e in grado di fronteggiare una battaglia come quella che ci attendeva per fronteggiare un centrodestra in crescita, che declinavano gli inviti proprio perché dicevano che finché c’era Gaffeo in campo non sarebbe stato praticabile”.

L'ex consigliere del Forum Vanni Borsetto, con un passato nel Pd, ha così commentato l'esito del voto: “Edoardo Gaffeo perde le elezioni comunali pur conquistando oltre 1.300 voti rispetto al primo turno. Molti i motivi su cui riflettere. Lo faremo così come faremo la nostra parte dall’opposizione, convinti che la strada intrapresa nel 2019 sia quella giusta. Rovigo merita un futuro migliore e per il nuovo sindaco la vera battaglia, in realtà, comincerà ora: numerosi i cantieri aperti, i progetti Pnrr da chiudere entro il 2025, il polo natatorio, Casa Serena, frutto degli errori politici passati della stessa destra".

"Per noi non è stato sufficiente il confronto con la gente in questi anni. Pur in buona fede, la comunicazione è stata debole rispetto all'enorme mole di lavoro prodotto. Restano poi del tutto insoluti i problemi nel centrosinistra. Stupisce l’imbarazzante silenzio del Pd. In Italia vince i ballottaggi in tutti i capoluoghi di regione, alle Europee, in città, ha guadagnato il 21% mentre a Rovigo è pressoché sparito dalla geografia politica cittadina, prima volta dal dopoguerra per il maggior partito della sinistra, replicando la sconfitta di Adria e facendo vincere, pure votandolo in alcuni casi, il centrodestra. Nel Pd di Rovigo nessuno si dimette e, temo, si dimetterà prossimamente. Silenzio tombale da parte del Segretario Regionale Andrea Martella, vero responsabile della debacle rodigina, non commenta”.

In effetti, il campo largo ha portato alla vittoria il centrodestra anche in città che sembravano perse in partenza, soprattutto perché il centrodestra sembra avere il vento in poppa. Ma Prandini non ci sta a vedere addossata la colpa del mancato allargamento della coalizione al Pd: “E’ esattamente il contrario. E’ dal 2022 che noi chiedevamo un ampliamento della coalizione e il Pd addirittura ha rinunciato a un posto in giunta nell’ambito di una revisione di una squadra allestita dal sindaco che mostrava segni di debolezza, assessori che venivano criticati a viso aperto, problemi in settori chiave, dall’urbanistica all’anagrafe, chiedendo l'allargamento alla Lista Menon. Che poi sono stati in parte agganciati da Gaffeo, ma a modo suo, personalizzando tutto e senza farne una partita di livello politico".

"Anzi, cercando poi di escludere il Pd. Perché questo ha sempre cercato di fare. Andando poi avanti per mesi a dire cose come: con questo Pd non voglio più avere a che fare, mi candido contro il Pd, con loro non ci parlo. E nonostante questo suo atteggiamento al ballottaggio il Pd ha anche nuovamente aperto la porta e dato un segnale ai propri elettori. La sconfitta, quindi, non è imputabile al Pd, ma a Gaffeo, al suo atteggiamento e a il gruppetto che l'ha sempre spalleggiato in tutto e per tutto, cercando di escludere gli altri e di chiudere la porta non dico alle critiche, ma anche ai suggerimenti. Purtroppo si sapeva che sarebbe andata così”.

Per quanto riguarda l’immediato futuro, Prandini nota come “ora c’è un centrosinistra da ricostruire. E va ricostruito insieme, su basi politiche e non sulla base dei personalismi spinti o delle liste civiche. Perché il civismo sta mostrando tutti i suoi limiti, più grandi di quelli del partita”.

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