VOCE
Dopo il voto
26.06.2024 - 08:00
Uno scatto della campagna elettorale di 5 anni fa quando l’allora segretario nazionale Pd Nicola Zingaretti venne a Rovigo per Edoardo Gaffeo. Ora un divorzio che ha lasciato solo macerie
“Come sa bene Gaffeo, anche per l’ esperienza amministrativa di questi ultimi cinque anni, le divisioni nel centrosinistra a Rovigo vengono da lontano e non sono certo imputabili a chi come me da tempo e in tutto il Veneto ha contribuito a definire alleanze larghe e il più coese possibili”. Così il senatore Andrea Martella, segretario regionale del Pd, risponde con toni pacati alle parole dell’ex sindaco Edoardo Gaffeo, che senza tanti mezzi termini ha indicato proprio in Martella uno dei responsabili della propria debacle: “Non ho nessun problema a dire che il segretario regionale ha fatto un gioco al massacro, appoggiando delle scelte di un certo tipo. Siamo consapevoli che il campo del centrosinistra adesso vada ricostruito tenendo presente che noi siamo una componente civica importante. Credo in questo progetto e cercheremo di portarlo a termine. Non mi ha mai telefonato, neanche quando è venuto in città. E se adesso ha dei problemi, che alzi il telefono e mi chiami”.
Da parte sua Martella guarda in “casa propria” evitando di guardare in “casa altrui” e spiega che, “per quanto riguarda il Pd cittadino, ritengo sia doveroso avviare al più presto un lavoro di vera e propria ricostruzione”. Una frase che dice tutto e nulla, ma che sembra far capire che il “caso Rovigo”, è all’attenzione dei livelli più alti del Pd.
Intanto, però, il clima per la ricostruzione non solo del Pd, ma del centrosinistra sembra essere in salita. E si parte da un “getalife”, in italiano “fatti una vita”, scritto su Facebook da Gaffeo, poche ore dopo l'amarissimo calice della sconfitta, rivolgendosi al segretario comunale del Pd Giacomo Prandini che a propria volta rispondeva alle accuse mosse dallo stesso Gaffeo e da vari componenti del gruppo “civico” di sostenitori dell’ex sindaco di attribuzione della responsabilità della sconfitta al Pd. “Tutta colpa del Pd? - è stata la riflessione di Prandini - Questa è proprio bella: la responsabilità della sconfitta di tutta la sinistra, perché di questo si tratta per tutta la sinistra è totalmente sulle spalle di Gaffeo e del suo cerchio magico e del Forum, che non hanno mai accettato confronti, dialogo e suggerimenti”.
Invece nel suo post, l’ex sindaco Gaffeo, non certo con l’intento di ricostruire il centrosinistra ma di addebitare colpe per la propria sconfitta, punta il dito contro Prandini rinfacciando un passaggio della sua intervista: “Il Pd di Rovigo è sceso per la prima volta sotto al 7%. Parte l'analisi delle cause nel dibattito interno al partito: ‘Gaffeo superbo e vanitoso’. Ragionamento politicamente finissimo. #getalife”.
In calce al suo post, l’ex assessore del Pd Benedetta Bagatin, poi uscita dal Pd subito dopo le dimissioni anticipate di Gaffeo e annunciata come nuovo assessore nell’eventuale giunta civica del Gaffeo bis, commenta con decine di faccine che ridono. Poi, accuse a pioggia contro il Pd. In questa analisi, però, mancano i numeri ed è strano per un economista. In realtà, basterebbe proprio partire dai numeri: il 58,15% a 41,85% del ballottaggio, rispecchia esattamente gli equilibri del voto della città alle europee, con FdI al 36,50%, la Lega al 10,37%, Forza Italia all’8,92% e Azione al 3,97%. La somma fa 59,76%. Alla luce di questo, puntare il dito contro il Pd sembra quasi il tentativo di costruirsi un alibi per non guardarsi allo specchio, come lo studente bocciato che racconta ai genitori che è tutta colpa del professore che non ha saputo apprezzare la sua preparazione.
Nel flusso degli attacchi al Pd interviene Andrea Siver, primo dei non eletti proprio del Pd, che risponde a Gaffeo: “Personalmente, credo che occorra uscire dalla logica delle attribuzioni di colpa reciproche. Il 7% (ma anche il severo “42 a 58”) sono risultati inquietanti per tutta la sinistra cittadina. Occorre creare ponti, collaborazione, affiatamento… non ulteriori macerie. Vedendo però i primi commenti (compreso il tuo), mi pare che si sia lontanissimi dal costruire un qualcosa del genere. Per una manciata di persone (10,15? peraltro, equamente distribuite tra le forze della sinistra) che non riescono a superare rancori del passato, dobbiamo perderci tutti a sinistra? Credo che non ce lo meritiamo. Per cui mi sento di suggerire di cambiare atteggiamento. Scusate la fermezza, ma credo che sia ora di finirla”. La risposta di Gaffeo è secca: “Andrea Sivier chiedi a me di cambiare atteggiamento. Non vedo altre richieste specifiche ad altri soggetti specifici. Atteggiamento chiaro”.
Per Nadia Romeo, invece, “Sono stati giorni intensi, abbiamo lavorato sodo, non abbiamo lasciato nulla di intentato affinché la città non passasse al centrodestra. Purtroppo anche il nostro impegno non è bastato”. La deputata in pectore e già presidente del consiglio aggiunge: “Dopo le sue improvvise dimissioni di gennaio, il nostro ex sindaco Gaffeo ha immediatamente dichiarato di volersi candidare senza il Pd, così noi abbiamo cercato un candidato alternativo e grazie alla disponibilità dell’avvocato Tosini abbiamo organizzato la nostra campagna, pur nella difficoltà di spiegare alla gente che non stavamo più con il sindaco che avevamo fatto vincere nel 2019. Al ballottaggio poi, è andato l’ex sindaco e il Pd è rimasto: “Gaffeo non ha voluto l’apparentamento con il Pd - rimarca Romeo - per non smentire la narrazione con la quale aveva compattato il suo elettorato, dando la colpa a noi del Pd della chiusura anticipata dell’amministrazione. Nonostante ciò ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di correre a più non posso per evitare la vittoria delle destre. Abbiamo provato a convincere tutti gli elettori a votare Gaffeo, soprattutto chi non l’aveva fatto al primo turno. Abbiamo anche dichiarato pubblicamente il sostegno del Pd a Gaffeo. Purtroppo non è bastato”.
Gaffeo, a caldo, poco dopo che il risultato elettorale era chiaro, ha criticato il segretario regionale del Pd, Andrea Martella, perché non lo avrebbe mai cercato, attribuendogli così il demerito di non aver agevolato la convergenza dei voti Pd su di lui: “E’ ingeneroso accusare Martella di un mancato sostegno e di un comportamento scorretto - rileva Romeo - Il Pd ha i propri organismi, per le amministrative è il circolo comunale a muoversi in autonomia, come prevede il nostro statuto. I componenti degli organismi, a tutti i livelli, nel Pd, vengono votati ed hanno un mandato da rispettare. Martella era d’accordo con noi sul pieno sostegno a Gaffeo al ballottaggio, nonostante non vi fosse l’apparentamento. Ora all’opposizione ci saranno sia il Pd, con Diego Crivellari, sia il candidato sindaco Tosini assieme a Gaffeo e ai suoi consiglieri. Non è solo dai banchi dell’opposizione che dovrà ripartire il dialogo per far rinascere il centrosinistra in città il lavoro sarà lungo e difficile ma sarà necessario iniziare presto, con umiltà e soprattutto senza personalismi, per il bene di Rovigo, una città dal forte animo progressista e democratico che va fatto rifiorire”.
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