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Adria

"Faccia un secondo figlio se vuole l'asilo"

Sconcertante risposta ai servizi sociali

"Faccia un secondo figlio se vuole l'asilo"

“Signora, faccia un secondo figlio, in questo modo avrà più punti in graduatoria”: questo è quanto si è sentita rispondere una mamma, madre di un figlioletto di 16 mesi, dall’ufficio comunale dei servizi sociali. Un secondo figlio, dunque, per scalare posizioni nella graduatoria per avere accesso all’asilo nido comunale: attualmente è in lista d’attesa.

La situazione di questa giovane donna è a dir poco kafkiana: non può trovarsi lavoro perché deve custodire il figlioletto, non avendo altri familiari ai quali affidarlo. Nello stesso tempo il bando per l’accesso all’asilo nido favorisce i bambini con genitori che lavorano. “E’ come un cane che si morde la coda - afferma la donna - Però non so più dove sbattere la testa”.

A tutto questo si aggiunge un’altra assurdità, frutto dell’esasperato campanilismo che si sta diffondendo nei comuni. La donna risiede a Ca’ Emo, vicina al confine con il comune di Villadose, al punto che è più vicina a quest’ultimo che ad Adria: quasi il doppio di strada tra l’asilo nido adriese e quello di Villadose. Però ogni comune dà la precedenza ai propri residenti.

Spiega ancora: “Ho provato a sentire qualche altro asilo dove c’è la sezione primavera, ma non possono accoglierli prima di aver compiuto due anni e neppure ad anno in corso”.

La mamma ha bussato alla porta del sindaco Massimo Barbujani che l’ha indirizzata ai servizi sociali. Ed è lì che le hanno risposto invitandola a dare una sorellina o un fratellino al figlioletto. “E’ stato veramente umiliante sentirsi rispondere così - afferma sconsolata - Aggiungo anche mi hanno dato il biglietto di un’agenzia di lavoro interinale, invano ho cercato di spiegare che non posso lasciare la bimba da sola. Finché non trovo una sistemazione sicura, non posso cercarmi un’occupazione. Comunque ho pure chiamato quell’agenzia e per me non c’è nulla”.

E ancora: “Mi è stato detto di rivolgermi a Corbola - prosegue -. Da dove abito io a Corbola è quasi un’ora di strada in andata e ritorno, oltre alla retta, diventa un costo non indifferente anche per l’auto. Francamente mi sembra di vivere un’assurdità: spero che qualcuno mi aiuti a trovare una soluzione”.

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