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l'analisi

I 22 milioni “migrati” dal Polesine

Ben 21. 714.000 euro le rimesse inviate nei Paesi di origine dai lavoratori stranieri nel 2023

I 22 milioni “migrati” dal Polesine

Quasi 22 milioni. Soldi che dal Polesine sono partiti verso tutto il mondo nel giro di un anno.

Si tratta, infatti delle rimesse, ovvero le somme di denaro che i lavoratori stranieri residenti in provincia di Rovigo hanno inviato ai propri parenti rimasti nei rispettivi Paesi di origine nel 2023. Si tratta di un valore consistente, pari a 21,714 milioni, addirittura in calo, seppur leggerissimo, -0,08%, rispetto ai 21,731 milioni del 2022. E proprio questa flessione, la prima negli ultimi otto anni, quando nel 2016 le rimesse dal Polesine erano state 13,74 milioni, dopo un periodo altalenante con i 17 milioni del 2010 e i 13,97 del 2006, sembra essere la notizia più rilevante, perché si tratta di una tendenza di livello nazionale.

A diffondere i numeri sulle rimesse, infatti, è la Banca d’Italia con il consueto aggiornamento annuale di questa voce della bilancia dei pagamenti nazionale, dal quale emerge che, per la prima volta dal 2016, si è verificato un calo, anche se di entità modesta, ovvero il -0,4%, con il totale sceso da 8,21 a 8,17 miliardi di euro. La crescita nel corso degli ultimi anni, infatti, rispecchiava l'incremento di lavoratori immigrati da paesi a basso tasso di sviluppo, mentre continuano a mantenersi basse le rimesse in entrata, che per l'Italia è dagli anni ’90 che sono inferiori a quelle in uscita e, negli ultimi anni, il saldo tra le rimesse in uscita e quelle in entrata, è stato sempre negativo per circa 5 miliardi di euro all’anno in media dal 2010.

All’ultimo aggiornamento Eurostat del 2022, risultava che circa lo 0,4% del Pil italiano è uscito dal Paese, percentuale inferiore a quella registrata per esempio dalla Spagna, -0,6%, e Francia e Grecia, -0,5%, mentre la Germania, come l’Austria è sul -0,2% . Come evidenzia la Banca d'Italia, “i dati ufficiali non tengono conto dei trasferimenti di denaro effettuati tramite canali informali, come ad esempio il trasferimento di contante a seguito del viaggiatore, il cui ammontare è stato quantificato da alcuni studi tra il 10 e il 30 per cento del totale”.

Guardando alla mappa delle rimesse in Polesine, in testa si conferma il Marocco, con oltre un quarto del totale, ben, 5,91 milioni, fra l'altro in aumento rispetto ai 5,56 milioni del 2022. A seguire, sempre un flusso verso l’Africa, in particolare verso la Nigeria, con 2,24 milioni di euro, quasi raddoppiati rispetto agli 1,23 milioni del 2022, con un sorpasso su quello che dal 2005 era il secondo Paese di destinazione dei flussi di denaro dal Polesine, e primo nel biennio 2016-2017, ovvero la Romania, che ha fatto segnare un netto calo, passando dai 2,1 milioni del 2022 a 1,72 milioni dello scorso anno. Per avere un’idea, erano 3,19 dieci anni prima, nel 2013. Ai piedi del podio, il primo Paese asiatico, il Pakistan, ad un’incollatura dalla Romania con 1,71 milioni, che ha praticamente triplicato le somme rispetto ai 689mila euro del 2020, anche se già nel 2022 aveva fatto registrare volumi pari a 1,5 milioni, poi la Moldavia, con 1,182 milioni, somma pressoché pari al 2022, 1,189, che scala però una posizione in classifica a fronte del più brusco calo dell’Ucraina, che dopo il picco del 2020 con 1,76 milioni, ha poi perso qualcosa ogni anno e da 1,31 del 2020, nel 2023 si è attestata a 1,1 milioni di euro. Su questo sembra aver anche influito il fatto che nel corso di questi anni molte sono state le famiglie che, avendo un parente in Polesine, hanno scelto di ricongiungersi qui lasciando il proprio Paese flagellato dalla guerra.

In questo modo, quindi, alcuni dei soldi che prima venivano spediti ai familiari in patria, ora restano qui. Scorrendo la classifica, si trovano poi la Repubblica Dominicana, poco sotto al milione, 998mila euro, il Bangladesh e l’India con 819mila e 650mila, l’Albania con 531mila, poi un filotto africano con Senegal a 342mila, Tunisia a 341mila, Gambia a 334mila e Mali a 244mila, poi quattro Paesi sudamericani, Colombia con 235mila, Ecuador con 225mila, Brasile con 186mila e Perù sempre con 186mila, poi Georgia con 173mila, Spagna con 172mila, Costa D’Avorio con 169mila, Polonia con 153mila, Serbia con 137mila, Guinea con 125mila, Francia con 119mila, Turchia con 89mila e Filippine con 86mila.

Proprio il basso valore delle Filippine è un dato indicativo, perché emerge una diversa distribuzione degli stranieri in Polesine rispetto al resto d’Italia. A livello nazionale, infatti, i primi tre Paesi per rimesse sono rispettivamente il Bangladesh, con 1,16 miliardi, il Pakistan con 680,57 milioni di euro e, appunto, le Filippine con 600 milioni di euro, seguiti da Marocco con 562,47 milioni di euro, Georgia con 457,76 milioni di euro, Romania con 448,91 milioni di euro, India con 440,75 milioni di euro, Senegal con 336,08 milioni di euro e Perù con 330,33 milioni di euro. Nella classifica a livello veneto, invece, dopo il Bangladesh si trovano Marocco e Nigeria.

Tornando al Polesine, interessante a questo punto vedere quali sono le nazionalità più presenti. Secondo i dati di Veneto Lavoro, riferiti sempre al 2023, in provincia di Rovigo risultavano regolarmente residenti 4.781 marocchini, 4.047 romeni e 2.797 cinesi. Proprio il caso della Cina a questo punto si fa curioso, visto che potrebbe spingere qualcuno a maliziose congetture: la comunità cinese in Polesine, infatti, è decisamente numerosa. E si tratta di una comunità innegabilmente laboriosa. Tuttavia, guardando alle rimesse dal Polesine verso la Repubblica popolare cinese bisogna arrivare alle ultime posizioni, la 60esima per la precisione, con appena 16mila euro. Un dato in linea con i 22mila euro del 2022. Ma volgendo lo sguardo indietro nel tempo la Cina è stata invece a lungo la prima destinazione delle rimesse partite dal Polesine: nel 2005 si trattava addirittura di ben 8,77 milioni, nel 2007 addirittura 12,47, mentre nel 2017, 2,13. Poi, dal 2018, 237mila euro e l'anno dopo appena 58mila euro. Visto che la presenza cinese si può anche essere assottigliata, ma non così tanto, la spiegazione di questa variazione numerica sembra da cercarsi altrove.

Intanto, guardando al rapporto fra soldi inviati e presenze regolari, contando le prime 15 rimesse più corpose, i più “generosi” verso i parenti in patria risultano essere i dominicani con 14.896 euro inviati da ciascun residente in Polesine, seguiti dai bengalesi con 8.443 euro e dai pakistani con 5.785, poi i colombiani con 4.434, i gambiani con 4.282, i maliani con 3.012, i senegalesi con 2.736, i nigeriani con 2.679, i moldavi con 1.365, i marocchini con 1.237e gli ucraini con 1.006.

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