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meteo
08.07.2024 - 20:30
Non solo tanta pioggia, con il Veneto che nel periodo fra ottobre e luglio non aveva mai visto tanta acqua cadere, da almeno 30 anni a questa parte, ma anche Rovigo sferzata da una tromba d’aria accompagnata da una pioggia scrosciante durata così a lungo da far allagare strade e scantinati di mezza città.
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Nel bilancio idrico del mese di giugno, non si può prescindere da quello che è successo due settimane fa, con piogge sovrabbondanti concentrate in pochissimo tempo, tanto da allagare anche i campi. Ormai, però, non fa quasi più notizia, perché simili eventi estremi in queste zone, chilometro più, chilometro meno, dall’Emilia Romagna alla bassa Padovana, dall’Alto Polesine alla città di Rovigo sono purtroppo quasi una costante.
Al di là di quei tre giorni “di fuoco” per pioggia e vento fra il 23 e 25 giugno, con oltre 150 millimetri di pioggia, in gran parte concentrati in due ore, tutto il mese scorso in tutto il Veneto Arpav stima siano caduti mediamente 129 millimetri di precipitazioni, il 34% in più rispetto alla media storica 1994-2023 di 96 millimetri. A Rovigo e in altre zone del Polesine, però, due settimane fa sono state misurate in una sola mattina oltre 160 millimetri. Tuttavia, se le massime precipitazioni di giugno non sono state a Rovigo, bensì dalle stazioni delle Prealpi vicentine di Molini con 358 millimetri e di Asiago con 314, le minime sono state proprio in Polesine, ma sulla costa, ovvero a Pila con 25 millimetri e a Pradon, sempre a Porto Tolle, con 26 come Mira. A livello di bacini idrografici, solo parte Veneta, rispetto alla media 1994-2023, si è registrato un surplus pluviometrico di ben il +70% sull’Adige, del +55% sul Fissero Tartaro Canalbianco e di “appena” il +39% sul Po.
Guardando all'anno idrologico, che inizia da ottobre, Arpav evidenzia come “le precipitazioni da ottobre a giugno stimate per il Veneto sono mediamente di 1248 millimetri, la media del periodo 1994-2023 è di 814, quindi gli apporti del periodo sono molto superiori alla media (+53%) e sono stimati in circa 22.986 milioni di metri cubi di acqua. Sul Veneto, fino a questo momento, l’anno idrologico in corso è quello che sta facendo registrare gli apporti idrici maggiori dal 1994”.
E non solo i livelli dell'Adige, ma anche quelli del Garda dono particolarmente elevati, con il livello medio mensile del lago inferiore unicamente al 1977 e al 2008. Ma alla data del 30 giugno le portate dei maggiori fiumi veneti, pur in forte calo negli ultimi giorni, sono superiori alle medie storiche su tutti i principali corsi d’acqua. E rispetto alla media storica mensile i deflussi sono risultati superiori del +105% sull’Adige a Boara Pisani e del +71% sul Po a Pontelagoscuro.
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