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ECONOMIA

“Gaffeo ha bloccato lo sviluppo”

Armenio: “L’articolo 23 va cambiato. E la fonderia di Borsea rispetta tutti i limiti di legge”

“Gaffeo ha bloccato lo sviluppo”

Armenio: “L’articolo 23 va cambiato. E la fonderia di Borsea rispetta tutti i limiti di legge”

Il vicepresidente di Confindustria Veneto Est Paolo Armenio interviene sulla questione dell’articolo 23 e della fonderia di Borsea e non risparmia critiche alla precedente amministrazione comunale.

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“Resto basito - le sue parole - dalle parole di qualche esponente della precedente amministrazione, in merito sia all’articolo 23 che per quanto riguarda la fonderia. In particolare, non accetto che si additi Confindustria Veneto Est come associazione non attenta a cosa succede all’ambiente e ai cittadini. Voglio ricordare che l’attenzione che viene rivolta allo sviluppo industriale sostenibile è massima, tant’è vero che addirittura a un vicepresidente è stata data una delega apposita e sta facendo un lavoro straordinario, che sfocia poi nella settimana della sostenibilità e che quest’anno ha coinvolto 3.800 soggetti”.

Per quanto riguarda l’articolo 23, “prima delle elezioni - ricorda Armenio - abbiamo incontrato tutti i candidati sindaci ai quali abbiamo sottoposto un documento proprio su questo tema. Con quell’articolo, così com’è oggi, non si può insediare nessuna tipologia di attività. Il documento era stato sottoscritto solo da Cittadin, Rossini, Frigato e Conchi. Chiaro - aggiunge - che nessuno vuole attività insalubri, ma dobbiamo parlare di sviluppo economico industriale della città, cosa che la vecchia amministrazione non ha mai fatto. Spero che l’attuale sindaco abbia invece la lungimiranza di cominciare a parlare di sviluppo, per Rovigo e per tutta la provincia”.

Armeno poi interviene duramente anche sulla questione della fonderia di Borsea. “La fonderia - sottolinea - è nata prima dell’espansione della frazione. Questo ovviamente non autorizza nessuno ad inquinare, ma evidenzia un po’ di miopia delle vecchie amministrazioni, che hanno rilasciati permessi a costruire in quella zona. In questi anni la fonderia ha fatto importanti investimenti per raggiungere i massimi livelli di abbattimento degli inquinanti, sia per quanto riguarda i fumi che per quanto riguarda il rumore, e ad oggi ha dei valori al di sotto dei limiti di legge. In quest’area c’è però una retinatura che presenta una incongruità, che ha creato una serie di problemi alla fonderia".

"Per questo, per il cda della multinazionale proprietaria, questo sito industriale non è più strategico, perché potrebbe dover chiudere. Lo scorso anno avevamo chiesto al Comune di aprire un tavolo tecnico, e l’amministrazione Gaffeo aveva nominato un consulente di parte. Da quel tavolo è risultato che è tutto tecnicamente in ordine e che quindi la fonderia è ben al di sotto dei limiti, ma la retinatura non è stata tolta. Era questo il governo di una città che voleva parlare di sviluppo economico? Noi speriamo che le prossime amministrazioni siano più avvedute e ci si possa mettere al loro fianco per parlare realmente di sviluppo economico industriale sostenibile. Lo dobbiamo fare per il bene dei nostri figli - conclude Armenio - perché Rovigo non può diventare il dormitorio di altre città: se non troviamo una strada comune per lo sviluppo, sarà la morte di questa città. E questo, per il ruolo che ricopro, non posso permetterlo”.

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