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Col decreto flussi 2.201 arrivi

Per andare a lavorare in vari settori

Col decreto flussi 2.201 arrivi

Con il decreto flussi, in Polesine è stata riservata una fetta consistente di “quote”. Ovvero di lavoratori stranieri che possono essere assunti e ottenere ingressi per motivi di lavoro. I numeri non sono di poco conto, perché complessivamente si tratta di 2.201 lavoratori, porzione polesana della prima distribuzione da parte del Ministero del Lavoro del 2024.

In particolare, una nota della Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del 10 aprile ha attribuito agli ingressi per motivi di lavoro subordinato non stagionale 25mila quote indistinte riservate a lavoratori di Paesi che hanno già sottoscritto accordi o intese di cooperazione in materia migratoria. Per la provincia di Rovigo si tratta di 130 persone destinate a lavori subordinati nei settori autotrasporto, edilizia, turismo, meccanica, telecomunicazioni, alimentare, cantieristica navale, trasporto passeggeri, pesca, acconciatori, elettricisti e idraulici. A livello Veneto le quote complessive sono 1.685, con Treviso e Vicenza che hanno numeri inferiori a Rovigo, rispettivamente 120 e 80.

Sono state distribuite a livello provinciale anche 4.000 quote riservate a lavoratori della Tunisia, 55 per il Polesine a fronte dei 254 totali del Veneto, seconda quota regionale più alta dopo le 78 di Verona, e 6.000 riservate a lavoratori dell’India, appena 20 in Polesine, con la sola Belluno in Veneto che ne ha meno. Ci sono poi le 9.500 quote riservate al settore dell’assistenza familiare e socio-sanitaria, con solo 80 quote appannaggio del Polesine, sulle 515 venete.

Sono state inoltre distribuite oltre 4mila quote per la conversione di permessi di soggiorno di lavoratori già presenti in Italia, nella maggioranza dei casi da lavoro subordinato stagionale a lavoro subordinato non stagionale. In provincia di Rovigo si tratta di 167 lavoratori, oltre il 4% del totale nazionale e il 16,7% della quota complessiva regionale che assomma a mille lavoratori, anche se si tratta del secondo posto dopo Verona che primeggia con 579.

Per quanto riguarda gli ingressi per motivi di lavoro stagionale, ci sono 23.000 quote per i settori agricolo e turistico alberghiero, 200 delle quali attribuite al Polesine su un totale regionale di 2.710. Ci sono poi 30.000 quote riservate alle istanze di lavoro stagionale nel settore agricolo provenienti dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro, con la provincia di Rovigo che ne assorbe ben 1.400, seconda in Veneto solo a Verona con 3.500. E, infine, 5.700 quote riservate alle istanze di lavoro stagionale nel settore turistico provenienti dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro, con il Polesine che si attesta su 80 unità rispetto alle 345 del Veneto.

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