VOCE
occhiobello
16.07.2024 - 17:33
Ennesima puntata della serie di interventi a distanza che stanno, in qualche modo, animando il dibattito tutto interno al Partito Democratico di Occhiobello.
Raffaele Ziosi, vicesindaco uscente, dopo aver subito attacchi a più riprese dal gruppo di Dem arrabbiati di Occhiobello guidati da Sara Roveroni, Renato Bisquoli e Luisa Angela Vallese, la settimana scorsa ha rilasciato un’intervista immaginando di chiudere, almeno a livello mediatico, una polemica tutta da discutere e affrontare nelle sedi opportune, leggi all’interno del Circolo Pd di Occhiobello.
E invece no, evidentemente la pagina del giornale affascina e quello che ragionevolmente dovrebbe essere discusso nelle sacre stanze della politica, torna a disposizione del pubblico, con tutte le implicazioni, positive e negative, del caso.
La replica alla replica arriva daSara Roveroni, Renato Bisquoli e Luisa Angela Vallese: “In uno stato di diritto quale ci pare ancora essere l’Italia - attaccano i firmatari del documento - l’onere della prova spetta a chi accusa, non certo a chi si difende dalle medesime accuse. E’ la prima cosa che ci viene in mente leggendo le farneticanti dichiarazioni dell’ex vice sindaco Raffaele Ziosi, circa nostri presunti interessi personali, o di qualche ignoto deus ex machina nascosto dietro noi, nella triste e tragicamente comica vicenda del congresso del circolo Pd locale”.
“Il nostro ex eroe – continuano – esprime chiaramente quali sarebbero questi interessi personali, quali posizioni di potere personale e di controllo delle attività del circolo noi, o chi per noi, avremmo messo in piedi e per quali motivazioni. Se ne ha il coraggio parli esplicitamente, facendo nomi e cognomi e non riferimenti di stampo quasi mafioso. Altrimenti abbia il buon gusto di zittirsi. Noi, al contrario, abbiamo già sostenuto apertamente, e lo ribadiamo ora, che il suo interesse personale nella manovra di controllo del circolo, partita in maniera sguaiata ben tre anni fa, era legato alla conduzione del Pd al fianco di Sondra Coizzi nelle elezioni comunali del mese scorso. E alla conseguente riconferma di Ziosi nell’importante ruolo rivestito in seno all’amministrazione”.
Diversamente, per la frangia del Pd, non si spiegherebbe perché “tanto accanimento per ritornare alla guida di un partito che aveva sprezzantemente abbandonato una dozzina di anni fa, dopo essere stato sollevato dal suo precedente incarico di assessore comunale”.
Insomma, è una questione di potere per il gruppo: “In questa manovra scomposta, e riproposta due volte, per impossessarsi delle leve di comando del circolo, è stato lui, non noi, a interessare e coinvolgere tutto il suo gruppo familiare, diretto e indiretto. In questo tentativo fallace è stato Ziosi a trascinare persone che hanno partecipato probabilmente anche in buona fede, sino al punto di cercare di assumere ruoli di responsabilità per i quali non avevano alcuna dimestichezza e consapevolezza. E’ contro di lui, non contro di noi, che pende una procedura per la cancellazione di ogni suo diritto all’interno del partito, a causa dei debiti non onorati proprio nei confronti di quel partito che ora dice di servire al fine del suo bene. E’ stato Ziosi che al congresso del circolo si è ben guardato dal votare, per evitare una situazione di annullabilità. Nel contempo però agendo, lui sì, da manovratore occulto, facendo in modo che venisse eletta una segretaria sconosciuta e un direttivo a suo supporto, composto dalla moglie dello stesso Ziosi e dal figlio della neo segretaria. Spiace dover rammentare questi episodi disgustosi per l’ennesima volta, ma quando ci si tira per i capelli. Se questi non sono smaccati interessi personali, qualcuno ci indichi allora cosa è interesse personale. Per finire, anche a noi sembra doveroso ringraziare tutti quegli elettori, iscritti o simpatizzanti del Pd, che alle elezioni non hanno dato la fiducia a Sondra Coizzi e non hanno scritto il nome di Raffaele Ziosi sulla scheda elettorale”.
Questo è quanto, adesso crediamo la palla debba passare alla segreteria provinciale del Partito democratico, unica entità in grado di sistemare, definitivamente, le cose. Lo spettacolo non è dei migliori, siamo anche convinti che il Pd in provincia di Rovigo non ne abbia bisogno, ma questa è la situazione a Occhiobello e se una riassettata non arriva dall’alto l’impressione è che di pagine di giornale se ne scriveranno ancora tante.
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