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Cisl: “Persi 8 anni e tanti soldi”

L'analisi del sindacato

Cisl: “Persi 8 anni e tanti soldi”

“Siamo convinti che l’obiettivo di salvare l’ente pubblico debba prevalere su ben otto anni di oblio, carichi di false illusioni, cambi di progetti in corsa e, soprattutto, sempre ridimensionati di volta in volta, portando come unica soluzione al vicolo cieco della privatizzazione”.

Non usa mezzi termini Samuel Scavazzin, segretario generale confederale della Cisl Padova Rovigo, che a gamba tesa interviene nel dibattito sul futuro di Iras, riaperto martedì scorso dal capogruppo di Civica per Rovigo ed ex sindaco Edoardo Gaffeo. La Cisl si è presa 24 ore di tempo in più rispetto al commissario straordinario di Iras Tiziana Stella e alla Uil per replicare alle dichiarazioni dell’ex sindaco, volte ad esortare l’attuale amministrazione a trovare una soluzione per bloccare il bando aperto lo scorso 4 giugno “per la presentazione di proposte di project financing-partenariato pubblico privato, per l’affidamento della gestione operativa del Centro servizi San Bortolo di Iras”.

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In sintesi, Gaffeo chiede di bloccare il procedimento di privatizzazione della casa di riposo cittadina riportando in aula la delibera “Aretusini-Chendi” contenente una proposta di transazione da 3,2 milioni che, però, la “sua” maggioranza aveva bocciato un anno fa, il 4 luglio 2023.

Su questo la Cisl con, in prima linea, Franco Maisto della funzione pubblica oltre a Scavazzin chiarisce: “Il tempo scorre e si avvicina sempre più il fatidico 31 luglio, ultima data per la presentazione delle manifestazioni di interesse per poter partecipare alla gara di gestione dei prossimi 14 anni per tutti i servizi Iras. Un biglietto da visita o meglio un primo scoglio che nessun sindaco neo eletto avrebbe mai voluto trovarsi sul tavolo, ma che esiste e diventa sempre più un punto caldo a cui rivolgere l’attenzione sotto diversi punti di vista. Da un lato nelle linee del futuro affidamento si parla di una concessione di tutte le attività ad una società esterna per un periodo medio-lungo che non trova paragoni nel territorio, in secondo luogo perché la decantata ‘identità pubblica’ di Iras sarebbe sulla carta, in quanto, forse rimarrebbe un solo dipendente in carico alla Ipab, solo per attività di monitoraggio e rapporto con l’organo politico, il Comune di Rovigo, che dovrebbe nominare altresì un nuovo consiglio di amministrazione”.

Secondo Scavazzin e Maisto, “I numeri parlano chiaro. In questi anni fra consulenze e battaglie legali fra Regione e Comune si sono spesi decine di migliaia di euro. Soldi che, probabilmente, avrebbero fatto comodo all’ente per dare dignità e sostegno alle stesse lavoratrici ed ai lavoratori di Iras”.

Dunque Maisto precisa: “Si tratta, come obiettivo, di portare a termine la gara. Non si parla abbastanza del fatto che le oltre 150 persone addette a vario titolo, avanzano ancora arretrati stipendiali di due anni fa e quote di produttività. Accanto al sensibile problema remunerativo che comunque i dipendenti portano avanti con dignità, non dobbiamo dimenticare che, a fronte di una gestione privatistica i nuovi assunti post affidamento privato avranno un contratto di lavoro sicuramente più povero a pari lavoro. Crediamo fortemente in una decisa presa di posizione volta a cambiare idea: la città di Rovigo non può permettersi di perdere la prima grande opportunità di rinascita, proprio dal settore ad oggi più colpito dalla crisi economica, famiglie ed anziani”.

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