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Iras Rovigo

“Volevamo l’accordo, Gaffeo ci ha ignorati”

Uil all'attacco: "Tardiva la sua presa di posizione attuale"

Prosegue il commissariamento di Iras

L'entrata dell'Iras di Rovigo

C’è una certa reticenza, un tentare di prendere tempo, tra Cgil e Cisl sulla recente posizione di Gaffeo riguardo all’Iras. L’unica sigla a prendere posizione sull’argomento che sta a cuore non solo ai cittadini e a tante famiglie, ma anche ai lavoratori, è la Uil, che pure ha seguito passo passo la lunga trattativa tra Comune e Regione sul risanamento dell’ente.

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“Come Uil non possiamo che manifestare tutta la nostra enorme soddisfazione nell'importante riconoscimento delle nostre posizioni sulla complessa vicenda Iras che arrivano dall'ex primo cittadino Edoardo Gaffeo, che in una lettera aperta alle organizzazioni sindacali di fatto si allinea completamente a quelle che erano state le nostre sollecitazioni nel corso degli anni - premettono Cristiano Maria Pavarin segretario generale Uil Fpl Rovigo e Gino Gregnanin, coordinatore provinciale Uil Rovigo - In particolare, sulla necessità di addivenire ad una transazione per quanto riguarda la chiusura della convenzione per Casa Serena del 2004, che, come a suo tempo le opposizioni avevano sostenuto, ha scaricato sulle casse della principale casa di riposo pubblica del Polesine i costi insostenibili della manutenzioni dello stabile”.

La transazione con la Regione, era il mantra che Uil ha sostenuto in questi tre lunghissimi anni. “Come Uil abbiamo sempre sostenuto che fosse possibile oltre che auspicabile e necessaria la transazione e che fosse la strada sbagliata quella del contenzioso. E, ancora lo scorso gennaio, avevamo rimarcato come, senza guardare all'occasione persa con l'abbandono dell'ambizioso accordo di programma per Casa Serena, con il pronunciamento del Tar si fosse riaperto uno spiraglio per abbattere il presupposto della privatizzazione del lavoro, ovvero il mancato riconoscimento, da parte del Comune, dei famosi 3,2 milioni stanziati in bilancio proprio per la partita di Casa Serena, ma non investiti al momento opportuno. Siamo stati noi a ribadire, ancora una volta, come fosse un obbligo per il Comune tentare di salvare l'Iras pubblica assieme al contratto pubblico dei lavoratori, gli stessi lavoratori che stringendo i denti hanno tenuto in piedi l'Ente in questi anni difficili, unica garanzia di continuità, mentre la politica e le istituzioni non si rendevano conto di cosa stava accadendo”.

Poi l’affondo: “Ma, e c'è un ma grosso come una casa, il rammarico è ancora più grosso della soddisfazione. Perché, purtroppo, chi conviene oggi con le nostre posizioni non ricopre più, come allora, il ruolo di sindaco del Comune di Rovigo, bensì di consigliere di opposizione e, ora, la sua lettera appare tardiva. Non tanto, e non solo, perché non ha più la facoltà di decidere e quando l'ha avuta ha fatto esattamente il contrario di quello che scrive ora, ma anche perché temiamo che il tempo perso abbia ormai seriamente compromesso la validità di quella soluzione per due ordini di motivi".

"Il primo è quello economico, perché, come risulta anche dai più recenti incontri che abbiamo avuto, i 3,2 milioni di euro, sembrano essere oggi una cifra troppo esigua per addivenire ad un saldo e stralcio della situazione debitoria di Iras. Il secondo, invece, riguarda un tema che va oltre la realtà rodigina ed è quello di aver permesso che Iras diventasse per la Regione una sorta di palestra per uno strumento, quello del partenariato pubblico privato con la concessione di servizio, che con l'allargamento delle maglie deciso con il nuovo Codice appalti, rischia di diventare un modello per tutte le strutture sociosanitarie pubbliche venete e appare purtroppo difficile fermare la macchina che si è messa in moto e che, invece, poteva essere fermata prima che si avviasse, come avevamo più volte evidenziato”.

E infine: “Gaffeo, stai sereno”. “Se davvero, ammettendo l'errore di valutazione commesso in passato, vuole essere al nostro fianco in difesa dell'Iras pubblica e dei lavoratori saremo ben lieti di averlo al nostro fianco nelle prossime battaglie, perché come Uil ancora non ci siamo arresi e continueremo comunque le nostre battaglie, che andranno avanti coerentemente avendo sempre come unico obiettivo la difesa lavoratori, a prescindere dalle maggioranze politiche degli enti”.

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