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Plateatici, serve una soluzione

Dopo la bocciatura dei paravento da parte della Soprintendenza, settore ancora nel caos

Plateatici, serve una soluzione

Occhi puntati sui plateatici del centro storico di Rovigo. Una delle numerose questioni che l’attuale amministrazione, eletta lo scorso 25 giugno, dunque poco più di tre settimane fa, ha preso in mano in questi giorni riguarda i dehors, ovvero gli spazi esterni di bar e locali del centro adeguatamente arredati con tavolini, sedie, ombrelloni, fioriere e tutto ciò che serve a renderli accoglienti per i clienti che, specialmente tra la primavera e l’estate, preferiscono trascorrere il tempo all’aria aperta.

Il tema è, infatti, spinoso e a renderlo tale sono le numerose prescrizioni che regolamenti, norme, convenzioni, linee di indirizzo e, non da ultimi, i vincoli di tutela del centro storico sui quali vigila la Soprintendenza di Verona, che i titolari e i gestori dei locali sono tenuti ad osservare. Il tutto, inoltre, va a scontrarsi con la burocrazia collegata alle richieste di autorizzazione per allestire i plateatici che, negli ultimi anni, è diventata più complessa e macchinosa.

Insomma, un vero e proprio ginepraio per palazzo Nodari che negli anni ha cercato a più riprese di “fare ordine” con l’obiettivo di rispettare i vincoli imposti dalla normativa da una parte e semplificare la vita agli esercenti dall’altra. Un esempio è rappresentato dal nuovo regolamento per i plateatici stilato dal Comune ed approvato dalla Soprintendenza che, però, nella sua seconda parte, ossia nella proposta di integrazione che fissa le regole per installare la versione invernale dei dehors, quelle, per intendersi, racchiuse dai paraventi, ha ricevuto una sonora bocciatura dalla Soprintendenza. L’ente ministeriale, infatti, ha detto no proprio ai paraventi trasparenti ed alti un metro e mezzo che servirebbero per delimitare il perimetro dell’area esterna al locale.

I problemi da affrontare, insomma, sono più d’uno. “Il tema dei plateatici - spiega l’assessore al commercio Matteo Zangirolami - sarà al centro di una riunione intersettoriale che convocheremo a breve. In questa sede affronteremo sotto tutti i punti di vista i tanti nodi della questione”. Sì, perché ad essere coinvolti non sono solo i settori del commercio e delle attività produttive, guidati da Zangirolami, ma anche l’urbanistica, gestita dall’assessore Andrea Bimbatti, perché le richieste di autorizzazione che si articolano in due tipologie, permanenti e temporanee di durata e costi diversi tra loro, sono di competenza, appunto, dell’urbanistica e, infine, la polizia locale che ha competenza su permessi, licenze ed occupazioni di suolo pubblico, il cui referato è assegnato all’assessore Mattia Maniezzo.

La prospettiva temporale per trovare delle soluzioni, tra l’altro, non è quella a breve termine perché la stagione estiva è ormai inoltrata. Il traguardo al quale arrivare è quello del prossimo inverno per fare in modo che i locali del centro possano ospitare le strutture esterne adeguatamente riparate e riscaldate, nonostante il nodo del “no” ai paraventi. Come? Le possibili soluzioni, al di là di eventuali deroghe, potrebbero arrivare tramite la redazione di un documento di indirizzo che il Comune potrebbe proporre alla Soprintendenza. Ma anche questa ipotesi sarà discussa alla riunione intersettoriale nella quale Zangirolami, Maniezzo e Bimbatti si confronteranno con i dirigenti dei vari settori coinvolti e gli addetti ai lavori dei relativi uffici.

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