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Via l’amianto, residenti in allarme

Le lastre accumulate e messe in sicurezza. Ma gli abitanti: “Non sappiamo quando finirà”

Via l’amianto, residenti in allarme

E’ ancora alta la preoccupazione tra i residenti nelle aree adiacenti la palestra afferente la scuola media Riccoboni. Perché, nonostante sia trascorsa una decina di giorni dall’avvio dei lavori di rimozione della copertura in lastre di fibro-cemento della struttura sportiva di via Mozart, le lastre sono ancora lì, presenti sul posto in attesa di essere spostate altrove per lo smaltimento.

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E a tutto questo si è aggiunto anche un notevole imprevisto. Un ostacolo che può capitare, senza dubbio, ma che, in questa situazione, contribuisce a far salire la preoccupazione già alle stelle. Mercoledì scorso, infatti, uno dei mezzi in uso all’interno del cantiere ha subito un guasto. Si tratta, nello specifico, di una gru. Non un dettaglio, dunque, né una cosa di poco conto. Il guasto ha messo fuori uso un mezzo fondamentale in questa fase dei lavori e per la tipologia di intervento in questione. A riferirlo sono proprio alcuni cittadini che risiedono in via Livio Rizzi, strada che scorre sul retro della palestra, parallelamente a via Mozart.

Dal guasto della gru di mercoledì scorso, poco o nulla all’interno del cantiere si è mosso, secondo quanto riferiscono i residenti. Alcuni tecnici, a quanto pare, sono anche arrivati in cantiere per provvedere alla riparazione del mezzo ma l’operazione non avrebbe avuto un esito positivo. Dunque, gru fuori uso, lavori sospesi e lastre di fibro-cemento accatastate l’una sopra l’altra sul tetto dell’edificio. Un’altra spedizione di tecnici per aggiustare il mezzo ci sarebbe stata, poi, ieri mattina, intorno intorno alle 7. Poco dopo hanno lasciato il cantiere che, sempre secondo quanto riferito, sarebbe rimasto vuoto e inattivo per l’intera giornata. “Siamo preoccupati” è l’affermazione che ricorre tra chi sta assistendo da casa propria alle vicissitudine dei lavori. “Siamo circondati da tutto questo e non sappiamo, a questo punto, quando finirà”.

La rimozione dell’amianto avrebbe dovuto durare una ventina di giorni. Questo il tempo stimato per l’intervento che, comunque, ha fatto molto discutere viste soprattutto le modalità inconsuete con cui è stato comunicato ai residenti: alcuni cartelli gialli, privi di qualsiasi marchio o timbro del Comune e dunque privi di autorevolezza, sono apparsi qua e là, fissati con un giro di nastro adesivo, avvertivano di restare chiusi in casa e a climatizzatori spenti, per gran parte della giornata. A seguito del polverone di polemiche che si è sollevato, i cartelli sono stati successivamente rimossi, giovedì scorso per la precisione. Mentre è rimasto, sulla cancellata che delimita il cortile della palestra, il cartello che comunica i lavori di “bonifica amianto” in corso.

Va precisato, però, che le lastre erano state tutte messe in sicurezza, come del resto prevedono i rigidissimi protocolli che regolano la bonifica: si inizia con l’incapsulamento dei materiali, allo scopo di impedire la dispersione di fibre durante le fasi di rimozione e trasporto delle lastre. La procedura avviene mediante l’utilizzo di un incapsulante fissativo in dispersione acquosa ad alta penetrazione sull’intera superficie.

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