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LA STORIA

Da 51 giorni prigioniera in casa

“Non posso muovermi, ho dovuto annullare delle visite”. Appello ad Ater per risolvere la situazione

Da 51 giorni prigioniera in casa

“Non posso muovermi, ho dovuto annullare delle visite”. Appello ad Ater per risolvere la situazione

ROVIGO - Da 51 giorni chiusa in casa: questa è la situazione di Giuseppina Scaranello, 92 anni, che dal 2 giugno scorso non può più prendere l’ascensore perché è rotto.

La signora abita in un appartamento al secondo piano dei condomini di Ater in via Baruchello ed è stata lì trasferita dopo essere stata “sfrattata” da Casa Serena. La situazione, dunque, non può essere delle peggiori per un’anziana, lucida e ben attiva, ma con difficoltà fisiche che non le permettono di scendere e salire per le scale. “Ho dovuto anche rinunciare a delle visite mediche perché non posso muovermi da qui”, ha detto la signora Giuseppina.

Una situazione molto difficoltosa, che persiste anche dopo aver già segnalato ad Ater più volte questo disagio. “Da quando sono qui - ha detto affermato la 92enne - non ho mai visto nessuno venire per il condominio, men che meno per sistemare questo ascensore che ha ancora appeso fuori il cartello ‘fuori servizio’. Non si può andare avanti così, ho delle esigenze e questo problema va risolto il prima possibile. Sono inabile e non mi posso muovere da qui. Se l’Ater non risponde a queste necessità, allora a chi ci dobbiamo rivolgere? Siamo praticamente incarcerati in casa. E per fortuna che io ho i miei ragazzi che vengono a darmi una mano, che se ho bisogno ci sono e mi sento così meno sola perché posso essere aiutata, ma non si può continuare a rimanere messi così”.

E ancora: “Ogni tanto dicono di aspettare, ogni tanto dicono che vengono, ma qua non si è mai visto nessuno. Da quel giorno là non abbiamo avuto nessuna novità. Attaccano cartelli qua e là per segnalare il problema, ma noi cosa ce ne facciamo solo di cartelli attaccati? E poi, allora, si decide di prendere appuntamento da Ater, si va là e anche questo a cosa serve? E allora si prova col centralino che dice spinga questo e spinga quell’altro, ma non ce la si fa. Si trattano così le persone? Io ho 92 anni e per il momento sono presente, ma potrebbe capitare anche all’improvviso alla mia età che io possa avere bisogno di qualcosa di nuovo o anche di tutto. E io chi chiamo? Non lo so”.

Una situazione davvero difficoltosa quella di Giuseppina Scaranello che si fa portavoce di un disagio molto importante per gli anziani che abitano nel condominio e che avrebbero necessità di usufruire di un ascensore che è il loro unico accesso verso il mondo esterno.

La speranza è che la situazione si sblocchi il prima possibile per poter permettere a tutti, compresa la signora Scaranello, di tornare alla normalità, soprattutto per garantirsi le visite mediche di cui ha bisogno.

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