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Economia polesana: crescita lenta ma costante

Quest’anno aumento atteso dello 0,49%, che ci colloca al 40esimo posto tra le provincia italiane

Economia polesana:  crescita lenta ma costante

Quest’anno aumento atteso dello 0,49%, che ci colloca al 40esimo posto tra le provincia italiane

 Economia polesana in crescita. E rispetto a prima del Covid, il Pil della nostra provincia guadagna oltre il 5%, crescendo con la stessa velocità di quello di Verona.

Lo dice l’ultimo studio della Cgia di Mestre, che sottolinea come nel 2024 la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto saranno le regioni che traineranno il Pil reale nazionale che, stando ai principali istituti di statistica, dovrebbe attestarsi attorno al +0,7%, contro il +0,1% della Germania, il +0,7% della Francia e il +2,1% della Spagna.

I dati Tornando ai dati di casa nostra, le previsioni di crescita elaborate dall’Ufficio studi della Cgia su dati Prometeia dicono che in Lombardia la stima di crescita per l’anno in corso dovrebbe essere dello 0,95%, in Emilia Romagna dello 0,86% e in Veneto dello 0,80%. Tra le due regioni del Nordest, comunque, si inserirebbe la Valle d’Aosta con un aumento della ricchezza dello 0,81%.

Province L’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia ha osservato anche la crescita del valore aggiunto reale delle 107 province presenti nel nostro Paese. Ebbene, a guidare la classifica nazionale è Milano: si stima che nel capoluogo regionale lombardo la crescita sarà dell’1,14%. Seguono Pavia con il +1,01%, Vicenza con il +0,98%, Bologna con il +0,95%, Modena con il +0,92% e Pordenone con il +0,88%. In Veneto, alle spalle di Vicenza, spicca Belluno, decima a livello nazionale con un atteso 0,8%, quindi Verona (14esima) al 0,65%, Padova (16esima) con 0,63%, Treviso (23esima) con 0,6%) e finalmente Rovigo, 40esima in Italia a 0,49%. Chiude la graduatoria regionale Venezia con una crescita attesa, per quest’anno, dello 0,35% che la pone ai due terzi della classifica nazionale, in posizione 65.

Diverso il discorso se si guarda alla crescita complessiva rispetto a cinque anni fa: rispetto a prima del Covid Vicenza e Padova sono salite di oltre il 7%, Verona e Treviso hanno sfiorato il 6% (rispettivamente +5,95% e +5,94%), Rovigo cresce del 5,65%. In territorio negativo, invece, Venezia (-0,51%) e Belluno (-1,77%).

Settori Ma se la crescita dell’Italia sarà molto contenuta e in massima parte sostenuta dal buon andamento dei servizi (in particolare dal turismo) e delle esportazioni, in Veneto l’industria in senso stretto, invece, è destinata a subire un deciso ridimensionamento: in particolare nella moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori), nel settore della produzione delle macchine per il caldo-freddo, nell’automotive e nel metallurgico (produzioni siderurgiche, di semilavorati e di preziosi). Con il venir meno degli effetti del Superbonus, anche l’edilizia subirà una decisa flessione, senza contare che c’è una parte importante del nostro settore metalmeccanico che lavora per il mercato tedesco che risente delle difficoltà economiche presenti in Germania da almeno un anno e mezzo.

Anche gli investimenti non dovrebbero subire particolari incrementi, mentre i consumi delle famiglie sono destinati a salire nella seconda parte dell’anno, dopo la flessione registrata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

Pre-Covid Se misuriamo la variazione del Pil reale tra il 2024 e il 2019 (anno pre-pandemico), quasi tutte le regioni hanno recuperato abbondantemente il terreno perduto, in particolare nel 2020 che, ricordiamo, ha costretto tantissime attività economiche a chiudere e buona parte degli italiani a rimanere in casa. Ebbene, se da questo confronto la Lombardia può contare su un Pil del 6,65% superiore al dato conseguito nel 2019, la Puglia ha registrato uno straordinario +6,18% e l’Emilia Romagna +5,62%. Bene anche le altre tre regioni del Nordest. Le uniche realtà che, invece, non sono ancora ritornate ai livelli pre-Covid sono l’Abruzzo con il -0,23% e l’Umbria con il -0,26%.

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