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VERSO LE OLIMPIADI

Laura Foralosso, olimpionica già a 14 anni

la rodigina partecipò a Mosca 1980. “Pertini prima di premiarmi mi diede un buffetto e mi disse: ‘Ecco la piccolina’”

Laura Foralosso, olimpionica già a 14 anni

“Pertini prima di premiarmi mi diede un buffetto e mi disse: ‘Ecco la piccolina’”

Continua il nostro "viaggio" tra gli olimpionici polesani, in vista di Parigi 2024. Laura Foralosso, rodigina, classe 1965: una vita “in vasca”. Fin da piccola, il nuoto ha fatto parte di lei e l’ha accompagnata costantemente nel percorso di crescita sportiva, formativa, professionale e - prima di tutto - umana.

Portandola a gareggiare alle Olimpiadi di Mosca 1980. Un tempo distante per storia, vicende politiche, assetti territoriali e culturali ma, allo stesso tempo, vicino, vivido grazie ai ricordi di quella ragazza, di soli 14 anni, che seppe scalare le vette del nuoto mondiale.

“La mia carriera agonistica - racconta - è iniziata a 11 anni, nel 1979, partecipando ai Giochi del Mediterraneo di Spalato: mi sono aggiudicata il terzo posto del podio nella categoria 100 metri dorso”. Quindi “a 14 anni è arrivato il bronzo ai campionati Europei giovanili di Skövde 1980 e, nello tesso anno, ho partecipato alle Olimpiadi di Mosca nei 100 metri dorso e arrivando quinta in finale nella staffetta 4x100 misti in 4’19”05”.

Una vita per il nuoto che nasce giovanissima e ha portato Laura a gareggiare con i più importanti atleti dell’epoca. Di tutta la compagine italiana di tutti gli sport alle olimpiadi sovietiche, la nuotatrice rodigina era la più giovane. Non una banalità e nemmeno “un’emozione da poco” - come cantava la Oxa soltanto due anni prima, nel 1978 - bensì un onore e una posizione da difendere che richiedeva la massima concentrazione.

Laura Foralosso, come è stata l’esperienza a Mosca nell’80?

“In realtà l’ho vissuta quasi come un gioco, certo, non mancava l’impegno ma nemmeno il ridere, lo scherzare, lo stare insieme agli amici; d’altronde ero adolescente. Mi sono resa conto di essere stata a Mosca, alle Olimpiadi, sono una volta tornata a casa. In quell’occasione ho incontrato molti atleti che conoscevo perché già visti nelle competizioni internazionali precedenti ai Giochi. Sembrava alla fine una gara come le altre”.

Al vostro ritorno anche una episodio simpatico al Quirinale, giusto?

“Sì, rientrati a gare finite in Italia, siamo stati invitati dal presidente della Repubblica al palazzo del Quirinale per un incontro. In quell’occasione ricevetti la medaglia al valore sportivo e ancora ricordo questo episodio: Pertini, avvicinandosi e salutandomi con un buffetto sulla guancia mi disse: ‘Ah, ecco la piccolina della squadra’. E’ stata un’esperienza che ancora mi porto nel cuore”.

Tra pochi giorni inizieranno le Olimpiadi a Parigi, secondo lei quali sono stati i cambiamenti nel corso del tempo?

“Senz’altro, quando ho partecipato io, molte erano le diversità. Innanzitutto il luogo: eravamo a Mosca, nel pieno della guerra fredda, la Germania ancora divisa. La competizione di per sé, era organizzata in maniera molto più semplice rispetto ad oggi. In sostanza, non differiva da qualunque altro incontro internazionale; ad esempio, solo per le dimensioni della piscina capivi che si trattava di una gara più grande. C’era molta meno ‘spettacolarizzazione’ dell’evento e degli atleti”.

Questo rifletteva anche il periodo storico-sociale in cui erano i Giochi...

“Sì, mi ricordo dell’omaggio che ci è stato dato per aver partecipato alle gare: un beauty case in tessuto jeans contenente prodotti da bagno. Un oggetto scontato per noi oggi, il jeans ormai costa poco, per l’epoca costituiva il ‘sogno proibito’ che tante donne russe non potevano permettersi”.

Cosa ne pensa dell’interesse crescente verso il nuoto rispetto ad anni fa, anche vista la popolarità di molti atleti, prima fra tutti la Pellegrini?

“Federica è unica, sia per i risultati che ha raggiunto, sia per la longevità della carriera (cinque Olimpiadi), veramente inimitabile. E’ bello che ci sia più sensibilità e un ‘ritorno’ al nuoto anche grazie a questi atleti. Sono persone come tutte, e le altre attività che svolgono possono comunque stare insieme alla dedizione nella preparazione agonistica”.

Cosa si aspetta dall’Italia in questi prossimi Giochi? Tifa per qualcuno in particolare?

“L’Italia sia presenta con una compagine forte in più sport. Mi aspetto che si riconfermi così anche in questa edizione e, da ex atleta, auguro veramente che tutti gli sportivi possano essere nella condizione migliore per giocare le loro carte e raggiungere i risultati per i quali hanno lavorato duramente in questi anni”.

Cos’ha imparato dallo sport?

“Fare sport ti insegna a lavorare per obiettivi: pianificando la giornata in moda da dedicare una parte per la preparazione, una per la famiglia, lo studio e il riposo. Mi ha insegnato la costanza, la perseveranza, la determinazione nel raggiungere un risultato godendomi, allo stesso tempo, il percorso di allenamento. Fare sport insegna il cosiddetto ‘fair play’ , il rispetto delle regole e - soprattutto - a giocare in maniera onesta accettando vincite e sconfitte, successi e insuccessi, senza mai per questo, né elogiarsi troppo né gettare la spugna. Il nuoto per me è stata una filosofia di vita che mi ha permesso di imparare a riporre fiducia nella persona che ti segue agonisticamente, in un percorso dove puoi chiedere aiuto e aiutare a tua volta, sapendo trarre anche dalla sconfitta, un insegnamento”.

La sua carriera è iniziata da giovanissima: che consiglio darebbe ai giovani che volessero iniziare a praticare questo sport?

“Sicuramente, direi di provare questo sport. Il nuoto allena ad avere una vita equilibrata e sana: è utile anche perché non appesantisce la struttura ossea e porta innumerevoli benefici per la crescita. Forma la mente aiutando a concentrarsi meglio per lo studio e il lavoro. C’è anche da dire che è un tipo di attività più solitaria rispetto ad altre; tuttavia mi ha aiutato anche questo aspetto: sono cresciuta molto a livello interiore, quando sei tu, nell’acqua, la mente si apre e ti confronti con pensieri, paure e sogni… nel tempo anche di una sola vasca”.

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