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IL LUTTO

Porto Tolle piange Giorgio Veronese

Si è spento a 78 anni uno dei personaggi più amati: “Risolveva i problemi”. Giovedì i funerali

Porto Tolle piange Giorgio Veronese

Giorgio Veronese

PORTO TOLLE - Si è spento questa mattina 23 luglio all’ospedale di Porto Viro, dopo una lunga malattia, Giorgio Veronese. Aveva 78 anni. Lascia la moglie Nilla e i figli Emiliano e Piergiorgio. I funerali si svolgeranno giovedì 25 luglio alle 10 nella chiesa di Donzella.

La notizia ha suscitato profonda commozione in tutto il Delta. Il geometra Giorgio Veronese era un personaggio molto conosciuto, stimato e amato. Aveva lavorato per più di 30 anni nell’ufficio tecnico del Comune di Porto Tolle, prima assieme a Giuseppe Carnacina e poi come responsabile di settore.

Dolce, gentile, educato, molto apprezzato dai cittadini e da tutti i compagni di lavoro, quelli che hanno lavorato con lui e che lo hanno sempre ricordato, e lo ricordano, con riconoscenza e affetto: “Uomo affabile, sereno, tranquillo e signorile: risolveva sempre i problemi. Molto preparato, una bravissima persona”.

Giorgio era nato a Donzella di Porto Tolle il 7 aprile 1946, dal secondo matrimonio di Luigi, detto “Biso Oca”, e Carlotta. Primo di quattro fratelli. Dopo di lui erano arrivati Ottorino (scomparso un anno fa), Milena e Anna. Giorgio è cresciuto in una famiglia di sani principi, lavoratori seri, gente perbene. E questi principi li ha trasmessi ai suoi figli.

Appassionato di disegno tecnico, ha conseguito il diploma di geometra studiando di sera, perché durante il giorno lavorava come operaio-manovale in un’ impresa edile. Più tardi è entrato nel settore tecnico dell’amministrazione comunale, dove si è subito distinto per serietà e bravura. Cinquant’anni fa, il 18 maggio 1974, ha sposato Nilla Beltrame. Dal loro matrimonio sono nati due figli: Emiliano e Piergiorgio. Una famiglia solida, sempre molto unita, un bellissimo nucleo. Per far studiare i figli, Giorgio e Nilla hanno sempre lavorato duro. Lui si “portava il lavoro a casa” e arrotondava con collaborazioni tecniche, lei faceva riparazioni di piccola sartoria.

Giorgio Veronese era considerato dai collaboratori un vero “archivio vivente”. Viveva per il suo lavoro, che ha sempre amato con grande serietà e impegno. Conosceva il territorio a memoria, gli edifici comunali, tutte le strutture edili. “Aveva la mappa dei lavori in testa. Dallo sperduto pozzetto sulla strada di Ca’ Mello alla finestra che non si apre nella scuola di Santa Giulia”, ricorda un vecchio dipendente comunale. Risolveva i problemi “perché essendo stato operaio conosceva il giro del lavoro”. Risolveva anche i problemi familiari. Quando emergevano piccole difficoltà, la parola d’ordine era una sola: “Chiamate Giorgio”.

Impegnatissimo su molti fronti, non per questo rinunciava a momenti di svago. Gli piacevano le montagne, le escursioni. Gli piacevano i viaggi, ma non nei posti di mare. Aveva alcuni hobby. Il primo la lettura, le storie, i romanzi, i libri di Oriana Fallaci. Poi, negli anni giovanili, la politica: era socialista. Infine il calcio. Tifoso moderato dell’Inter di Helenio Herrera, era molto orgoglioso del fratello Ottorino, che aveva giocato in porta nelle giovanili dell’Inter negli anni Sessanta. Ma tutte, o quasi, le domeniche andava allo stadio di Porto Tolle per seguire il suo Delta.

E soprattutto seguiva con grande orgoglio la crescita professionale dei suoi figli, che adorava. Emiliano vive a Milano da diversi anni. E’ ingegnere civile idraulico, libero professionista nel settore delle infrastrutture idrauliche, socio del Rotary International, svolge attività di volontariato in Africa e con alcune ong milanesi (tipo City Angels, Omc messa della carità). Piergiorgio, sposato con due figli, vive a Porto Viro ed è responsabile amministrativo della Cooperativa Pescatori di Pila, commercialista, libero professionista, divide un avviato studio con la moglie Claudia.

I suoi figli adesso lo piangono. “Era un papà meraviglioso e dolcissimo”. La sua Nilla lo ricorderà per sempre come la sua esemplare, bellissima e luminosa stella polare. “Adesso c’è una stella in più che ci guiderà da lassù”.

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