VOCE
PONTECCHIO
24.07.2024 - 21:15
PONTECCHIO POLESINE - Nulla come un piatto di pasta mette d’accordo tutti. Ma in questo caso proprio la pastasciutta è stata al centro di una “guerra fredda” che sembrava dover dividere in due Pontecchio. Fino all’annuncio, in tarda serata arrivato dalla Prefettura: “A seguito dell'analisi svolta in prefettura con i vertici provinciali delle forze di polizia è stato notificato agli organizzatori il divieto di svolgimento del sit-in di Forza Nuova previsto a Pontecchio Polesine contestualmente alla ‘pastasciutta antifascista’ promossa dall’Anpi provinciale”.
La “pastasciutta antifascista” è il rito che si ripete ogni anno per celebrare il ricordo della pastasciutta che la famiglia Cervi offrì per festeggiare l’esito del Gran consiglio del fascismo del 25 luglio 1943, che depose Mussolini. Pastasciutta antifascista che, quest’anno, in Polesine, fa il tris, perché oltre all’appuntamento di stasera alle 19.30 a Pontecchio, viene proposto, venerdì, anche a Zampine di Stienta, alle 20, e alla Casa della Cultura e della Legalità di Salvaterra, a Badia Polesine, dalle 19.30, in sostituzione dell’evento originariamente organizzato a Bressane di Castelguglielmo per motivi organizzativi. Ai tre appuntamenti hanno già dato l’adesione in tantissimi, oltre un centinaio per serata.
Il punto, però, è che proprio giovedì sera alle 21, proprio a Pontecchio, aveva organizzato un sit-in anche Forza Nuova, “contro l’accoglienza business” per l’arrivo di otto richiedenti asilo nell’ex ristorante “La Vecia”. La simultaneità dei due eventi ha fatto ribollire le acque, e non quelle per la pasta, nel mondo della sinistra. Il segretario della Cgil Pieralberto Colombo aveva parlato di “una strana coincidenza, che tale iniziativa, strumentale e per sollevare questioni strumentali, avvenga proprio nello stesso giorno e nello stesso orario della pastasciutta antifascista organizzata da sempre e presentata da tempo. Ma, siccome difendiamo i valori della nostra Costituzione antifascista fra i quali la libertà di manifestare, crediamo che valgano per tutti, seppure in questo caso per un problema che non esiste e alimentato strumentalmente. Noi crediamo in altri valori, costituzionali, come la solidarietà e l’inclusione e non certo l’intolleranza, che sono quelli che vogliamo celebrare con la pastasciutta antifascista. Il segnale importante è la larga partecipazione, come non mai agli appuntamenti organizzati in Polesine”.
Gli iscritti di Sinistra Italiana e Alleanza Verdi Sinistra di erano detti “allibiti di fronte alla scelta di Forza Nuova di organizzare un incontro pubblico in concomitanza con l’ormai consolidata pastasciutta antifascista organizzata dall’Anpi. Un evento pensato per creare uno sfacciato disturbo. Quello che però ci preoccupa è l’ottenuta autorizzazione, con il risultato di avere nello stesso luogo e più o meno alla stessa ora due eventi in netta contrapposizione, soprattutto dopo i recenti episodi di aggressioni squadriste a Torino”.
Rifondazione Comunista è stata ancora più netta e, per voce della responsabile del dipartimento antifascista nazionale Rita Scapinelli e del segretario Provinciale Diego Foresti, ha chiesto: “Come è possibile che venga concessa l’autorizzazione per un presidio organizzato nella piazza principale del paese da Forza Nuova, nota per l’assalto alla sede nazionale della Cgil? E questo avviene, guarda caso, in concomitanza con l’evento organizzato da Anpi, per ricordare che 81 anni fa il 25 luglio la famiglia Cervi chiamò il paese di Campegine a festeggiare destituzione e arresto di Mussolini. Il presidio di Forza Nuova quindi è chiaramente una provocazione e non va autorizzato”.
Per l’Arci, invece, il circolo “La boje” ha rimarcato: “Pasta, burro e semplicità, la convivialità e la prossimità della tavola, condivisione e ospitalità. Concetti, questi ultimi, per fascisti e militanti di Forza Nuova, evidentemente provocatori. Perché? Ce lo chiediamo anche noi, vista la loro decisione di indire un sit-in proprio lo stesso giorno, in piazza Matteotti, contro la sistemazione di 8 giovani ragazzi bengalesi, tra l’altro su decisione della Prefettura, in un vecchio ristorante. Vogliamo fare chiarezza sulle falsità di Forza nuova sul cosiddetto ‘business della finta accoglienza’. Il ‘business’ lo fanno gli istituti monetari e finanziari che con le loro politiche debitorie strangolano la vita e sogni di milioni di persone, le industrie di armamenti che forniscono bombe che piombano sulle case di chi muore o scappa, chi battibecca dalla scrivania sulla vita di uomini e donne che attraversano mari, monti, deserti, confini, torture, sevizie e dolori. Il business lo fa chi profitta su chi lavora la terra e porta il pomodoro sulla tua tavola e pulisce i tuoi vecchi. Ricordiamoci da dove veniamo, restiamo umani, viva l’antifascismo”.
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