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rovigo
07.08.2024 - 22:00
L’occhio vigile della Prefettura di Rovigo è puntato sul tema dei 30 richiedenti asilo ospiti, da circa un mese e mezzo, negli spazi dell’ex convento dei frati cappuccini.
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In mattinata, l’assessore alla sicurezza urbana Mattia Maniezzo e il prefetto Clemente Di Nuzzo si sono incontrati, nel corso di un vertice informale, per discutere della questione quanto mai delicata, visto che coinvolge tre decine di persone dal vissuto sicuramente non facile e una città, Rovigo, che sul fronte dell’accoglienza ha registrato, in passato, veementi polemiche.
Basti pensare a quanto clamore suscitò, tra il 2010 e il 2015, l’ipotesi che alcuni richiedenti asilo venissero ospitati nell’ex chiesa di San Michele in Corso del Popolo. Ad ogni modo, oggi tra il prefetto e l’amministrazione comunale si terrà un ulteriore incontro dedicato a coniugare le esigenze della comunità con le esigenze di ospitalità degli stranieri. Ospitalità che è dovuta per legge e decisa a livello ministeriale secondo precisi criteri che stabiliscono il riparto di persone che ogni comune è tenuto ad accogliere.
E Rovigo non può certo esimersi dal fare la propria parte. “Non avevo avuto contezza di alcune criticità poi emerse - ha rimarcato ieri il sindaco Valeria Cittadin - L’interlocuzione con il prefetto è sempre stata ottima, mi aveva subito messa al corrente di questo progetto e chiaramente le decisioni della Prefettura sono sempre rispettate e vogliamo fare la nostra parte nell’accoglienza. E sono consapevole che chi lascia il proprio Paese senza sapere nulla di quello che gli riserverà il futuro sicuramente attraversa una sofferenza che non possiamo nemmeno capire. Però non vogliamo che ci siano problemi come quelli che ci sono stati segnalati, ultimamente anche in centro, con persone che si sono accampate per tutta la notte nei plateatici del Corso urlando fino a tardi”.
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