VOCE
LA TRAGEDIA DI EDOARDO
09.08.2024 - 08:46
Arriva un punto fermo in una tragedia che ha scosso tanto il Polesine quanto il Padovano: a 17 mesi di distanza dalla morte di Edoardo Zattin, 18 anni, la Procura della Repubblica di Padova ha chiuso le indagini preliminari indagando tre persone per cooperazione in omicidio colposo.
Viene ipotizzata, per quanto concerne i reati, la violazione dei regolamenti che disciplinano la boxe - una attività sportiva pericolosa ai sensi dell’articolo 2050 del codice civile - nonché la “colpa in vigilando” nei rispettivi ruoli a L. L. 36 anni, a M. Z., 49 anni (entrambi di Monselice), e a S. L., 47 anni, residente a Rovigo. I primi due, dal punto di vista della Procura, sono chiamati in causa, quali legali rappresentanti all’epoca dei fatti, della palestra dove dal 10 novembre 2022 era iscritto proprio Zattin, per esercitare esclusivamente la disciplina “pesistica e cultura fisica”. Il terzo, invece, tecnico sportivo di secondo livello e tesserato della Federazione Pugilistica italiana, era responsabile dei corsi di pugilato ed è istruttore di pugilato, in virtù di un contratto di collaborazione siglato il primo settembre 2022.
La ricostruzione della Procura contesta ai tre di avere cagionato la morte di Zattin, consentendogli di praticare il 22 febbraio 2023 delle sessioni di sparring (degli allenamenti), vietato in ogni sua forma ai non tesserati delle Federazione, com’era Edoardo. Nel corso di uno di questi il diciottenne - secondo il magistrato - subiva un forte trauma, la cui causa è da ricondursi, sempre secondo le indagini, con “elevata probabilità” ad un pugno guantato che determinava un ematoma sottodurale acuto che lo portava alla morte due giorni dopo.
Manca nell’imputazione chi potrebbe aver dato il colpo fatale al ragazzo, evidentemente non sono state raccolte prove sufficienti a giustificare un processo a suo carico, considerato che era stato ricostruito con chi si era allenato nello sparring poco prima di accasciarsi e perdere i sensi. Entro 20 giorni dalla notifica dell’atto della conclusione delle indagini preliminari gli indagati possono, con i loro legali, presentare una memoria o farsi interrogare in merito alle contestazioni.
La chiusura delle indagini è l’atto preliminare alla richiesta di rinvio a giudizio che potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Poche settimane fa si erano conclusi degli accertamenti tecnici sui pc e cellulari sequestrati agli indagati con l’acquisizione e l’analisi di file, sms e messaggi trasmessi via whatsapp (compresi quelli cancellati), video e tabulati telefonici. Tutte prove finite nel fascicolo del pubblico ministero: non si ha ancora contezza di cosa possa essere emerso visto che nelle contestazioni non c’è riferimento a nessun messaggio o file particolare. I genitori di Edoardo, assistiti dai legali Paola Rubini e Sara Baldon, attendono dal 22 febbraio dello scorso anno di sapere cos’è successo quel tragico giorno nella palestra dove il loro figlio è entrato sano ed è uscito in fin di vita.
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