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SCUOLA
27.08.2024 - 07:00
Al suono della prima campanella mancano 15 giorni esatti. Ma all’appello, rispetto a un anno fa, in Polesine mancheranno ben 388 studenti, ovvero circa una ventina di classi. E’ l’effetto del calo demografico, che si fa sentire sui banchi prima ancora che nel mondo del lavoro. E che porta a riduzioni ben visibili, con 72 bambini in meno alla scuola dell’infanzia, ben 270 alle elementari e 196 alle medie, mentre le superiori vanno in controtendenza, con +150.
Un calo comune a tutto il Veneto, con quasi 10mila studenti in meno e con la fetta più grossa alle elementari, -4.753, e quella più esigua alle superiori, -535. Questo, però, significa che servono anche meno insegnanti e proprio la provincia di Rovigo perde infatti ben 10 cattedre, seconda in Veneto solo a Treviso con 11, mentre Belluno e Venezia ne perdono 5 e Padova, Verona e Vicenza ne guadagnano 10 a testa. La somma di tutto fa appena -1, grazie anche a una sapiente opera di “ricamo” dell'Ufficio scolastico regionale.
Intanto, se già ieri c’è chi è rientrato suo malgrado a scuola, per quelli che un tempo erano gli “esami di settembre” e ora sono “prove di recupero dei debiti formativi”, anche se la sostanza, per chi ha avuto questa spada di Damocle sulla testa per tutta l’estate non cambia, c’è chi per l’anno scolastico, che in Veneto si aprirà il prossimo 11 settembre, è già da tempo al lavoro, proprio per completare gli organici. Procedure che quest’anno, con i “concorsi Pnrr”, sono ancora più complesse degli anni scorsi.
Ci sono, però, anche le attese stabilizzazioni. Per ora a Rovigo già ci sono state 110 immissioni in ruolo. E ben 94 hanno riguardato il sostegno, mentre le altre 16 hanno interessato le varie materie.
A spiegarlo, Roberto Natale, il provveditore agli studi di Padova e Rovigo, o meglio il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, che evidenzia come “la situazione in provincia di Rovigo non si discosta da quella di tutte le altre province visto che le procedure sono comuni. Anzi, proprio perché si tratta di una realtà più piccola di altre, i numeri aiutano. Per esempio, per completare gli organici del sostegno nelle secondarie di secondo grado ci sono bastate 15 nomine”. In particolare, 6 all’Iis De Amicis di Rovigo, 4 all’Iis Cipriani-Colombo di Adria, 4 anche all’Iis Voila-Marchesini di Rovigo e uno all’Iis Munari di Castelmassa. Tecnicamente, si tratta di “supplenza finalizzata al reclutamento a tempo indeterminato”. Come chiarisce il provveditore, “sono contratti che nascono a tempo determinato ma finalizzati alla trasformazione in indeterminato se viene superato l’anno di formazione e prova e se è positivo il giudizio della commissione di valutazione. Si tratta di contratti affidati a chi era già in graduatoria di supplenza”.
Ci sono, però, altri concorsi che sono ancora in corso. Motivo per cui è difficile al momento capire quante e quali potranno essere le “scoperture”, che comunque si andranno a ridurre rispetto al passato, proprio per le molteplici procedure avviate. Il problema è che, in questo momento, non è dato nemmeno sapere quale sia la potenziale platea dei possibili supplenti, perché molti sono impegnati nei percorsi per l'immissione in ruolo. Un gioco di incastri che, però, dovrebbe iniziare a sbrogliarsi queste settimana: “Una volta che saranno finite le seconde immissioni in ruolo, speriamo nel giro di un paio di giorni, andremo a verificare dalle graduatorie quali sono i nomi che dovremmo sottrarre. Ci vorrà un po’, ma è un lavoro che va fatto per evitare di assegnare supplenze a chi, avendo vinto la cattedra, di sicuro la rifiuterà. Per le procedure che si sono già concluse, solo per alcune materie, abbiamo già fatto questa operazione”.
Anche dopo il secondo giro di immissioni ci saranno dei posti vacanti. Ma di due tipi. Il primo è quello di posti che andranno assegnati con concorsi già di fatto avviati ma che si concluderanno dopo l’inizio dell'anno, per le quali si prevede la pubblicazione della graduatoria entro il 10 dicembre. Il secondo tipo, invece, non ha un orizzonte prefissato e, probabilmente, se ne riparlerà il prossimo anno. Così, spiega il provveditore, “abbiamo previsto due tipi di supplenze, quelle temporanee, che sono 21, fino a dicembre, e quelle invece per i concorsi per i quali non si prevede l'immissione in ruolo nell’anno scolastico e sono quindi supplenze intere, fino ad agosto. In tutto si tratta di 262 posti”.
Per quanto riguarda i posti ancora da assegnare, ci sono i rimanenti del sostegno. Complessivamente, ai 446 “interi”, si aggiungono i 25 di potenziamento che sono stati disposti con l’obiettivo di arrivare al traguardo dei 471 docenti di sostegno. E se alle superiori la pianta organica è stata completata, restano ancora da colmare 98 lacune fra elementari e alle medie. In particolare, 64 alle elementari e 34 alle medie.
Prima di assegnare le supplenze, c’è da fare la “sottrazione” dei vincitori che un posto già ce l’hanno. Ma già la stessa compilazione delle graduatorie non è stata semplice: “Abbiamo lavorato alacremente – ammette Natale – con un lavoro di precisione perché anche un solo punto può cambiare l’assegnazione di un posto e l’attribuzione dei punteggi deve seguire tutti i percorsi professionali dei singoli insegnanti. Questa al momento è la nostra massima preoccupazione, la ricerca dell'accuratezza nelle graduatorie”.
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